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Palamara nell'occhio del
ciclone: quella volta che fu
ospite (nel 2013) a Casalmaggiore...

L’allora sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla chiese a Palamara se non fosse deleteria la presenza di correnti interne all’Anm. «Le nostre divisioni – rispose allora – dipendono solo da un approccio differente di affrontare questioni relative agli aspetti sindacali».

CASALMAGGIORE – E’ l’uomo delle settimana nel nostro Paese, ma se lo sarebbe volentieri risparmiato. Parliamo di Luca Palamara, 50enne membro da 5 anni del Consiglio Superiore della Magistratura. Qualcuno ricorda che quasi 6 anni fa, precisamente il 16 settembre 2013, fu a Casalmaggiore ospite del Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta.

Ma torniamo ai motivi per cui Palamara è il nome del giorno, anzi della settimana. Il magistrato è al centro di una delicata inchiesta che rischia di provocare un terremoto nella giustizia italiana. Basti pensare alle parole di David Ermini, un altro membro del Csm, pronunciate nell’assemblea plenaria: «O sapremo riscattare con i fatti il discredito che si è abbattuto su di noi o saremo perduti». Il Csm è presieduto dal presidente della Repubblica e distribuisce incarichi, promozioni e punizioni alle migliaia di magistrati italiani. L’indagine per corruzione coinvolge Palamara, che secondo l’accusa avrebbe ricevuto soldi e regali da lobbisti vicini a importanti imprenditori al fine di influenzare alcune sentenze.

Venuto a conoscenza dell’indagine, avrebbe cercato di incidere sulla nomina del procuratore di Perugia, proprio quello che sarebbe stato incaricato di indagare su di lui. Ma ci sono dettagli non meno pesanti, come gli incontri con vari politici per concordare gli incarichi dei giudici nelle varie sedi: tra costoro l’ex ministro renziano Luca Lotti. L’obiettivo di Palamara sarebbe stato quello di diventare procuratore aggiunto di Roma e sostituire al vertice della Procura della Capitale il “nemico” Luigi Pignatone con un suo alleato. Il fatto che proprio Lotti fosse imputato della procura di Perugia della quale si discuteva la direzione rappresenta forse la circostanza più preoccupante. Lotti si è difeso dicendo: «Cenare con me non è un reato». Certo per chi occupa ruoli istituzionali, oltre ai comportamenti delittuosi ci sono anche quelli sconvenienti…

La vicenda ha sconcertato anche il presidente Sergio Mattarella ed ha poi coinvolto altri membri del Csm: Cartoni, Lepre e Criscuoli di Magistratura Indipendente e Morlini di Unità per la Costituzione. Curioso e beffardo che a chiedere le dimissioni dei coinvolti dal Csm sia proprio l’Anm, l’Associazione Nazionale Magistrati presieduta per 4 anni (dal 2008) proprio da Luca Palamara. Dimessi no, ma per ora si sono fatti da parte, ma dichiarando che i loro comportamenti sono sempre stati corretti. Anche Palamara, va detto, ha sempre difeso il proprio operato.

Da presidente dell’Anm (lo divenne a soli 39 anni) Palamara partecipò a tanti dibattiti e convegni, mantenendo continui rapporti istituzionali con le alte cariche dello Stato. Quando venne a Casalmaggiore era sostituto procuratore di Roma e si accingeva, un anno dopo, a far parte del Csm. Ripescando quel 2013, Palamara a Casalmaggiore si disse convinto della necessità di una profonda riforma della giustizia, sempre rinviata dal «non sereno approccio al problema sia da parte della politica che dalla magistratura», dalle riforme parziali e non omogenee di Berlusconi. Sul delicato tema dei magistrati in politica, si disse a favore della libertà di scelta ma della necessità che sia «una strada senza ritorno, per mantenere davanti ai cittadini l’imparzialità del giudice».

L’allora sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla chiese a Palamara se non fosse deleteria la presenza di correnti interne all’Anm. «Le nostre divisioni – rispose allora – dipendono solo da un approccio differente di affrontare questioni relative agli aspetti sindacali». In merito alla responsabilità civile dei giudici spiegò che già l’errore giudiziario costituisce di per sé un momento di angoscia insuperabile per ciascun magistrato.

V.R.

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