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Truffe on line e riciclaggio:
ai domiciliari anche una
donna di Sabbioneta

Insieme a Marco Melega erano finiti in carcere il suo uomo di fiducia Cristiano Visigalli, 49 anni, anch’egli di Cremona, e il commercialista milanese Luca Vitiello, 54 anni. Già ai domiciliari, invece, c’era Gabriella Albricci, di origini cremonesi ma residente a Sabbioneta.

Il gip ha concesso gli arresti domiciliari all’imprenditore cremonese Marco Melega, 47 anni, arrestato dalla guardia di finanza nell’operazione ‘Doppio click’ per associazione a delinquere finalizzata alle truffe online, frode fiscale e riciclaggio. Insieme a lui erano finiti in carcere il suo uomo di fiducia Cristiano Visigalli, 49 anni, anch’egli di Cremona, e il commercialista milanese Luca Vitiello, 54 anni. Già ai domiciliari, invece, c’era Gabriella Albricci, di origini cremonesi ma residente a Sabbioneta. Al termine delle indagini, i finanzieri avevano sequestrato beni per 1,5 milioni di euro. Attraverso siti di vendite online, il gruppo avrebbe truffato migliaia di ignari clienti. Il sistema escogitato riguardava la vendita attraverso siti e.commerce di vini, buoni carburante, prodotti elettronici e altro a prezzi concorrenziali, pubblicizzando i prodotti su emittenti radio e tv nazionali.

Le vendite erano riservate a titolari di partita Iva e prevedevano un acquisto minimo di 1.000 euro la metà dei quali doveva essere versato con bonifico al momento dell’ordine e il resto al momento della spedizione. In realtà le società che proponevano l’affare non avevano la merce e nulla veniva inviato, nonostante le lamentele e querele per truffa presentate dai clienti. Le somme ricevute sui conti correnti delle società utilizzate per le truffe, intestate a prestanome, erano trasferite ad altre simulando operazioni mai effettuate e quindi incassate sotto forma di stipendi, pagamenti di consulente, restituzioni di finanziamenti soci, anticipazioni di utili, tutti a favore degli organizzatori dell’associazione per delinquere. Le società erano infine messe in liquidazione. Tre indagati sono in carcere, uno ai domiciliari, con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alle truffe on-line, frode fiscale, bancarotta fraudolenta e riciclaggio. 30 le perquisizioni eseguite in varie province del Nord Italia.

S.P.

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