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770 tonnellate di rifiuti pericolosi
in un capannone a Luzzara: tre
denunce, sequestrato l’immobile

LUZZARA – 770 tonnellate di rifiuti pericolosi, alcuni altamente inquinanti, tra gli altri, resti di derivati da autodemolitori, gestori di rifiuti plastici, industrie tessili e cavi elettrici industriali dismessi. Giacevano in un capannone di 1500 metri quadri, in località Codisotto di Luzzara, in affitto ad una società del mantovano che si occupa di gestione dei rifiuti metallici. Nessuna autorizzazione, nessuna documentazione giustificativa.

I carabinieri forestali, con l’aiuto dei colleghi della stazione di Luzzara che fa capo alla Compagnia di Guastalla guidata dall’ex comandante della Compagnia di Casalmaggiore Luigi Regni, hanno sequestrato un intero capannone nell’area industriale di Codisotto e denunciato tre persone: un moldavo, operaio della ditta mantovana, un mantovano, entrambi all’interno del capannone all’atto del controllo e un bergamasco in qualità di amministratore unico della società mantovana. Per loro l’accusa è di attività di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi.

La procura di Reggio Emilia ora cercherà di stabilire la provenienza dei residui illecitamente smaltiti, mentre i tecnici cercheranno di stabilire con precisione i tipi di rifiuto, essendo tutti le 770 tonnellate miste. Le indagini sono tutt’ora in corso ma, da quel che sembra, i rifiuti giungevano un po’ da varie regioni Italia.

Questo intervento ha evitato ciò che, purtroppo, accade invece in altre regioni: l’abbandono nei capannoni di tonnellate di rifiuti che, in seguito, vanno smaltiti regolarmente con costi esorbitanti sostenuti dai proprietari o, in loro assenza, dai Comuni e quindi dalla collettività o, ancora peggio, bruciati attraverso roghi dolosi.

redazione@oglioponews.it

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