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Eridanea, l'hangar degli olimpionici
nel 2020 sarà sostituito da
uno nuovo al passo coi tempi

Raggiungibile da una viuzza laterale non asfaltata, l’hangar era sorto nel 1988, anno d’oro per lo sport casalese e cremonese, l’anno cioè della prima medaglia d’oro olimpica, vinta da Gianluca Farina a Seoul sotto la guida del compianto Umberto Viti.

CASALMAGGIORE – E’ stata per oltre trent’anni la palestra dei campioni: o meglio il punto in cui grandi e piccoli canottieri di Casalmaggiore sono passati, necessariamente, prima di un allenamento. Prima di costruire vittorie. Qualcuno lo chiama affettuosamente il casotto, formalmente si dovrebbe dire hangar: di fatto è lo spazio di ricovero dove vengono tenute imbarcazioni e remi prima di dare il via alle sedute sul fiume Po a Casalmaggiore. Raggiungibile da una viuzza laterale non asfaltata, l’hangar era sorto nel 1988, anno d’oro per lo sport casalese e cremonese, l’anno cioè della prima medaglia d’oro olimpica, vinta da Gianluca Farina a Seoul sotto la guida del compianto Umberto Viti.

Quell’alloro storico fu il trampolino e diede lo sprint per costruire quella struttura che nel 1989 venne in effetti inaugurata. Al passo coi tempi, in quel momento l’hangar sembrava davvero all’avanguardia, più della piccola costruzione in plexiglas che sorgeva vicino alle rive del fiume Po, nello spazio antistante le piscine, che sino ad allora aveva accompagnato la storia della Canottieri Eridanea e dei suoi atleti, già gloriosa con diversi titoli nazionali e internazionali, ma mai prima del 1988 capace di scalare Olimpia.

Nella foto il primo hangar per imbarcazioni degli anni ’70 (foto tratta dal libro sulla storia dell’Eridanea)

Adesso il tempo è passato e la struttura non è più adatta alle esigenze di una Canottieri moderna: in primis, nel 1988 non c’era atlete femmine e oggi invece ve ne sono parecchie e si stanno ritagliando soddisfazioni importanti, tanto che Alessandra Montesano, solo per restare al nome di punta, guarda con fiducia alla qualificazione olimpica per il 2020. Cosa c’entra tutto questo col discorso del nuovo hangar? C’entra eccome, per il fatto che lo spogliatoio unico oggi presente non è più sufficiente e andrà sdoppiato con spazi per atleti di ambo i sessi. Inoltre, come spiegano dalla Canottieri, la volontà è quella di creare un edificio che garantisca pure efficientemento energetico.

Il costo totale è di 600mila euro, comprensivi di demolizione e ricostruzione, una spesa che sarà sostenuta dalla Canottieri Eridanea, che cercherà però qualche finanziamento e, tra l’altro, potrebbe rivolgersi per un mutuo agevolato all’Istituto per il Credito Sportivo. I tempi? Servirà pazienza, perché il progetto della nuova costruzione ancora non è stato svelato, ma l’intenzione è di fare partire i lavori a giugno 2020 e inaugurare il nuovo hangar in autunno dello stesso anno. Subito dopo altre Olimpiadi, quelle di Tokyo, proprio come era accaduto dopo Seoul: con l’augurio che la storia sia circolare…

Giovanni Gardani

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