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Rotonda Penny, duro 'J'accuse'
di Slow Town: "Di pedoni
e ciclisti non vi importa nulla!"

L'altra bellissima frase "il comune non si è occupato della larghezza dei marciapiedi" dimostra ancora una volta che della sicurezza dell'utenza debole non si è posto il problema nessuno

CASALMAGGIORE – Rotonda Penny, un pesante ‘J’accuse’ quello del Comitato Slow Town pubblicato sul sito. “Era rimasto l’unico attraversamento sicuro sull’asolana per pedoni e ciclisti – spiegano – dettato dal semaforo, ora non c’è più. L’ennesima rotonda per fluidificare il traffico dei veicoli a motore nelle ore di punta ha eliminato l’unico punto “sicuro” per l’utenza debole.

Più avanti morti e feriti sugli attraversamenti del Famila e del Conad si susseguono ormai da anni, causati da auto e camion in corsa. Ma la colpa non è loro, per carità, c’è sempre un “raggio di sole” che li abbaglia o un comportamento improvvvido di questi anziani sulla bici che a settant’anni hanno l’ardire di attraversare sulle strisce pedonali e rischiano la pelle per andare a comprarsi un litro di latte. Che incoscienti! Che stiano a casa!

D’ora in poi le centinaia di persone che ogni giorno compongono il flusso a piedi e in bici da e verso il quartiere residenziale, le scuole e il centro storico dove passerà? Boh!
Guardando il risultato finale pare che nessuno si sia posto il problema, ne chi ha fatto il progetto ne chi lo ha approvato ne tanto meno l’amministrazione che ha negoziato con i proprietari dei capannoni commerciali il “do ut des” dei metri necessari (80 mila euro si legge sui giornali).

Chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso è abbastanza evidente: ai pedoni e ciclisti è stato riservato un fazzoletto pedonale che qualcuno ha il coraggio di chiamare marciapiede a norma, tra pali della luce e cartelli stradali a fianco di una strada dove passano migliaia di veicoli tra cui molti camion e tir che ti sfiorano la spalla mentre cammini. Sempre che dall’altra parte del “marciapiede” non arrivi qualcuno, perchè in quello spazio due pedoni affiancati non ci passano e qualcuno dovrà, o tornare indietro o mettere i piedi sull’asolana, auguri.

A fronte delle naturali polemiche di queste settimane per una rotonda fatta male e non a norma di legge, le dichiarazioni del nostro assessore alla mobilità sono state alquanto imbarazzanti: “Aspettiamo trenta giorni e vediamo cosa succede”. Grazie assessore.

L’altra bellissima frase “il comune non si è occupato della larghezza dei marciapiedi” dimostra ancora una volta che della sicurezza dell’utenza debole non si è posto il problema nessuno. Fluidifichiamo il traffico per togliere le code e lasciamo inalterati i parcheggi ai privati, se poi qualche pedone ci resta secco, pazienza, è il progresso.

D’altronde l’asolana con tutte le attività che vi si sono installate è l’espressione della totale incompetenza di chi in questi anni ha gestito la cosa pubblica. Riempiamo l’asolana di attività, facendo chiudere le botteghe in centro, allarghiamo i quartieri residenziali dall’altra parte dell’asolana con la popolazione che è rimasta quella del 1951, causando l’abbandono di centinaia di palazzi che cadono a pezzi nel centro storico, creando nuovi flussi di auto in coda e poi spendiamo soldi pubblici per rotonde su rotonde da fare ad ogni incrocio. Un capolavoro.

La politica si riempie sempre la bocca della parola “cambiamento”. Nella realtà dei fatti questo “cambiamento” non esiste, si continua a sbagliare e a buttare soldi in progetti che risolvono problemi creati da politiche errate e se ne creano di nuovi, dimenticandosi che siamo in una delle zone più inquinate al Mondo dove l’utenza che si muove a piedi e in bici dovrebbe essere presa ad esempio, premiata ed agevolata, non messa in pericolo di vita ogni giorno per un litro di latte!”

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