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Si è spenta a 101 anni Maria
Cerati. Aveva gestito la drogheria
Bordoni in piazza Garibaldi

Lucidissima, e dalla memoria ferrea, raccontava del bombardamento del 1945, quando una bomba le distrusse l'attività in piazza Garibaldi. Aveva gestito la drogheria Bordoni, conosciuta non solo per le erbe

CASALMAGGIORE – Avrebbe compiuto 102 anni a dicembre Maria Cerati, vedova Bordoni. Si è spenta serena, dopo aver recitato le preghiere e raccontato aneddoti della Casalmaggiore che fu, come amava fare. Si è spenta, nell’infinito affetto dei suoi cari, una delle ultime memorie storiche della Casalmaggiore del dopoguerra.

Lucidissima, e dalla memoria ferrea, raccontava del bombardamento del 1945, quando una bomba le distrusse l’attività in piazza Garibaldi. Aveva gestito la drogheria Bordoni, conosciuta non solo per le erbe, ma soprattutto per i prodotti enologici. Raccontava di quando, negli spostamenti in bicicletta tra Vicoboneghisio e Casalmaggiore, arrivava Pippo e lei si nascondeva nei fossi con Rino, per evitare le mitragliate. O dei giorni in cui, sempre in periodo di guerra, raggiungeva Cremona o Parma in bicicletta e poi tornava a casa con la spesa.

Quando andava a Parma attraversava il ponte in barche ed anche di quello ricordava le auto che si davano il testimone, e passavano una per volta dall’altra parte, di quando in Po si faceva il bagno o si lavavano i vestiti. Ricordava lucidamente di personaggi spentisi da tempo, dei filos in piazza o di quando alla sera le lunghe passeggiate dei casalesi sulla piazza avvenivano sempre sul marmo per non rovinare il porfido.

Nel dopoguerra, e dopo soli tre giorni dal bombardamento, aveva ricostruito insieme ai familiari la drogheria che è rimasta aperta sino ad una quindicina di anni fa. Era stata lei a portare avanti l’attività sino all’ultimo, con il solito spirito. Battuta sempre pronta, memoria ferrea, sorriso in volto.

Bello anche il ricordo che ne fa Carlo Sante Gardani: “Aveva un libretto nella drogheria con annotazioni varie su erbe che servivano per infusi decotti e unguenti miracolosi. Li avevo provati e in effetti erano molto validi sopratutto per gli sportivi”.

La si poteva vedere spesso seduta al balcone, ad osservare la gente in piazza. Il suo balcone che voleva tutti gli anni fiorito. Il più bello dell’intera piazza. Si è spenta, come ci ha raccontato Rino Bordoni, in estrema serenità, senza soffrire, con una parola di affetto per i pronipoti. Quando Rino le ha chiesto se voleva dire le preghiere, ha risposto con il solito spirito che lei le sue le aveva già dette e che adesso era lui a dover dire le sue. Ultima di 6 sorelle e 2 fratelli, ha vissuto una vita intensa, con la passione del cucito, il lavoro e la famiglia in primo piano.

Una donna d’altri tempi insomma, un vero libro aperto sulle vicissitudini locali. Un libro che si è definitivamente chiuso.

I funerali si terranno domani mattina alle 10.30 partendo dall’abitazione di vicolo Chiozzi sino alla Chiesa Abbaziale di Santo Stefano, la salma sarà poi tumulata nel cimitero locale.

N.C.

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