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Ponte Po, Stocchi chiede più
controlli: "Non possiamo permetterci
di rivivere l'incubo chiusura"

Ma perchè queste limitazioni siano operative, oltre al rispetto delle regole dei cittadini, servono dei controlli.

CASALMAGGIORE – Il minimo che può capitare a percorrere il ponte a 50 km/h è che l’Ayrton Senna di turno strombazzi prima di sorpassare. Nulla di nuovo: accadeva prima della chiusura, prima dei 637 giorni di chiusura del ponte ed accade adesso, col ponte incerottato in attesa di quello nuovo. Nessuno scrupolo, da parte di tanti, per quei limiti non imposti per un vezzo, ma ponderati proprio per far subire alla struttura il minor numero di sollecitazioni possibili. Anche sul peso dei mezzi in transito il discorso è pressoché lo stesso.

In Italia (e sul ponte che ne è parte) vale lo stesso metro. Quello dell’impunità. I divieti, senza controlli, restano carta straccia, tristi cartelli che rappresentano il nulla. Non ci sono autovelox, non ci sono neppure i sensori promessi. La fretta di riaprirlo ha lasciato in sospeso elementi fondamentali. I tecnici lo garantiscono per 10 anni al massimo, il calcestruzzo del ponte ha oramai già oltrepassato quella fase in cui ha termine la vita del materiale. Serve un ponte nuovo ma già che ci siamo serve preservare quello vecchio. Per mantenerlo in vita, serve il passo ulteriore, quello decisivo.

Su questa linea d’onda, quella dei maggiori controlli fondamentali, si è espresso oggi il sindaco di Colorno, Christian Stocchi.

“La viabilità sul Po nel tratto Colorno-Casalmaggiore – scrive Stocchi – è cruciale per il nostro territorio, lo sappiamo bene, lo abbiamo imparato sulla nostra pelle, purtroppo.i tecnici hanno evidenziato il rischio di problemi connessi con la velocità e il peso dei mezzi che attraversano il ponte. Ricordo che il ponte è transitabile nei due sensi di marcia, per vetture e mezzi con peso fino a 44 tonnellate, alla velocità massima di 50 km orari, con divieto di sorpasso e distanza minima tra i veicoli di 50 m.

Ma perchè queste limitazioni siano operative, oltre al rispetto delle regole dei cittadini, servono dei controlli.

A tal fine nel mese di agosto ho voluto rappresentare per iscritto al Prefetto e al Comandante della Polizia Stradale di Parma (e per conoscenza al Presidente della Provincia) “la preoccupazione dei cittadini di questo territorio, che segnalano un consistente incremento del traffico veicolare, con mezzi pesanti che non di rado superano la velocità consentita, così come imposto dalle due Province proprietarie dell’infrastruttura. In particolare si fa riferimento alla missiva del 14/08/2019 del Comitato Trenopontetangenziale, che da tempo monitora la situazione del ponte, raccogliendo le preoccupazioni e le segnalazioni dei cittadini al riguardo. Facendosi interprete delle preoccupazioni del Comitato e di tanti cittadini del nostro territorio, questa Amministrazione auspica una rapida installazione di autovelox e anche di sistemi di controllo peso, laddove tecnicamente possibili, oltre che il passaggio in capo ad Anas della strada Asolana; inoltre, ritiene opportuno attivare tutte le iniziative opportune, nel rispetto delle competenze istituzionali di ciascun ente, per favorire un costante presidio di vigilanza e controlli da parte delle forze dell’ordine deputate a tale scopo”.

Non dobbiamo abbassare la guardia.

Dobbiamo fare tutto quanto è stato prescritto dai tecnici per scongiurare il rischio di un’altra chiusura del ponte. Da pochi mesi siamo usciti dall’incubo dell’isolamento durato due anni.
Non vogliamo e non possiamo permetterci di riviverlo”.

N.C.

 

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