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Altri alberi abbattuti, stavolta
in via Saffi: e la polemica
dilaga a Casalmaggiore

Sicurezza, incolumità pubblica e cura del verde: evidentemente la giusta sintesi tra le varie esigenze - tutte sacrosante - ancora è lungi dall’essere trovata…

CASALMAGGIORE – Il presidente del consiglio Pierfrancesco Ruberti ha subito messo le mani avanti sui social, intuendo lunedì mattina la polemica, peraltro rinfocolata già dai giorni scorsi. “Prima che si inizi ad urlare per niente, questa è la condizione dei tigli davanti ai vigili! Ricordo che quando si amministra ci sono importanti responsabilità! A nessuno piace togliere piante. Si provvederà alla ripiantumazione. Purtroppo non nello stesso sito perché per legge non si possono piantumare alberi a ridosso dell’argine” ha scritto Ruberti allegando una fotografia della parte interne del tronco, quasi completamente cava. Una situazione simile a quella degli alberi tagliati in via Vaghi, sempre a Casalmaggiore – a pochi passi da via Saffi dove l’intervento di lunedì è stato perfezionato – ossia a lato del Torrione Estense.

Nella foto il post di Ruberti

Tuttavia la polemica, attesa, puntualmente s’è scatenata. Una cinquantina, forse anche qualcuno in più, gli alberi abbattuti negli ultimi 3-4 giorni tra zona Baslenga, Torrione Estense appunto e ora via Saffi (senza scordare l’ippocastano di via Trieste), una situazione mal digerita da parte della popolazione, con il solito rimpallo di accuse: colpa di chi ora eradica o di chi prima, negli anni, non ha fatto la dovuta manutenzione? Andrea Visioli, col dente avvelenato dopo i tagli e gli abbattimenti dei giorni scorsi, commenta con ironia sempre su Facebook. “La città dell’orrore: andando dallo specialista a chiedere perché vi fa male un’unghia vi comunicheranno che devono amputarvi una gamba; e per errore vi taglieranno pure quella sbagliata”.

Nella foto il post polemico di Visioli

Insomma, l’impressione per molti è che l’intervento sia troppo radicale e che non tutte le piante tagliate siano in effetti così malate o così malmesse. E questo al netto del reale problema, che è quello della mancata manutenzione del passato. L’intervento riportato è solo uno dei tanti sul tema, un tema evidentemente molto sentito e tornato a scaldare l’opinione pubblica casalese, come già era accaduto un paio di estati fa, quando a crollare per l’intervento delle seghe elettriche furono i pioppi in zona Lido Po. Sicurezza, incolumità pubblica e cura del verde: evidentemente la giusta sintesi tra le varie esigenze – tutte sacrosante – ancora è lungi dall’essere trovata…

Nella foto il prima e il dopo il taglio

G.G.

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