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Emmaus, da 25 anni
sempre attivi nel
segno della solidarietà

Quel è la tipologia dei clienti? "Sono cambiati. All’inizio tanti erano stranieri che volevano minimizzare la spesa, ora sono molti meno perché si sono integrati e l’immigrazione, checché se ne dica, è drasticamente diminuita".

CANOVE DE’ BIAZZI – Organizzano una comunità di 14 persone che vivono situazioni di vario disagio, e compiono 25 anni di età senza aver mai chiesto un euro di fondi pubblici. Sono gli Amici di Emmaus, che si preparano all’evento annuale del 14 e 15 settembre (con la vendita straordinaria di solidarietà). Proprio in occasione del 25° anno di fondazione abbiamo incontrato il presidente Massimo Bondioli, che ci racconta la lunga esperienza (lui è tra i fondatori) e l’attività odierna.

«L’associazione – esordisce Bondioli – è stata fondata nel 1994 nella sede di Piadena, oggi adibita alla vendita di indumenti. Nel 2001 è stata aperta la comunità, capace di accogliere 14 persone, a Canove de’ Biazzi, frazione di Torre de’ Picenardi, al fianco di un capannone che oggi ospita l’attività principale: la vendita di mobili, libri e oggetti di vario tipo. Il terzo punto è a Cremona, dove da tre anni gestiamo il centro del riuso nell’area ex mercato ortofrutticolo. Questo di Canove è quindi solo uno dei tre mercatini solidali dell’usato, anche se è il più grande». Il tutto per il sostentamento dei 14 ospiti. «E’ il massimo di persone che possiamo ospitare. Persone che non sono degli assistiti. Il principio è che chi arriva, spesso in condizioni disperate, non è per noi persona da assistere, ma che deve essere pronta a darsi da fare per guadagnare col lavoro le risorse per vivere. Noi offriamo loro un’opportunità».

Capita che, raggiunti i 14 ospiti, dobbiate rifiutare alcune richieste? «Certo, purtroppo capita. Non tanto in questo periodo: le richieste sono molto più elevate nel periodo invernale». Vi sostenete solo con la vendita degli oggetti. «Certo, la differenza con altre strutture è che noi ci manteniamo con questa unica attività, non ricevendo contributi di alcun tipo né dal pubblico né dal privato. Siamo interamente autofinanziati da sempre, per principio». In cosa consiste la vostra attività? «Intanto siamo un gruppo di una trentina di volontari. Tutto il materiale che si vede in questo capannone di Canove ci viene donato, e noi lo vendiamo negli orari di apertura finanziando anche incontri e iniziative sui temi a noi cari, legati alla giustizia sociale, alla pace, alla non violenza, all’economia solidale. Fino al 2001 la nostra attività finanziava progetti di solidarietà (Emmaus, fondato dall’Abbé Pierre, opera in 40 paesi con oltre 300 gruppi e ha tanti progetti), oggi il sostentamento della comunità assorbe naturalmente gran parte degli introiti».

Avete mai avuto in questi 18 anni problemi coi vicini di casa? «Mai, anzi si sono sviluppati rapporti di amicizia e collaborazione col vicinato. D’altra parte una caratteristica della comunità è che è aperta, non è terapeutica. Il nostro principio è quello di accogliere chiunque lo chieda, se esistono situazioni particolari che prevedano terapie o assistenza noi non siamo in grado di soddisfarle. Abbiamo ex alcolizzati, ex carcerati e altre persone che qui dimostrano di sapersi guadagnare il pane, e anzi compiono azioni di solidarietà quando la società li considera parassiti. Un periodo minimo di permanenza non esiste: ci sono due persone che sono qui dall’apertura del 2001, altri che sono rimasti un paio di giorni».

Veniamo all’attività. «Raccogliamo qualunque cosa sia riutilizzabile e quindi vendibile, sia mobili che oggetti di uso quotidiano». Quel è la tipologia dei clienti? «Sono cambiati. All’inizio tanti erano stranieri che volevano minimizzare la spesa, ora sono molti meno perché si sono integrati e l’immigrazione, checché se ne dica, è drasticamente diminuita. Chi acquista da noi ha tre vantaggi: spende poco in base al valore del bene, fa solidarietà e rende un servizio all’ambiente grazie al riuso. Ci occupiamo su richiesta anche del trasporto, a prezzi decisamente modici. Nel punto di Cremona invece possiamo ospitare oggetti di piccole dimensioni».

I mercatini solidali dell’usato sono aperti nei seguenti giorni. La Comunità Emmaus di Canove il martedì, il giovedì e il sabato dalle 14,30 alle 19, il sabato anche dalle 9 alle 12. Il mercatino di Piadena il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 19. Il Centro del Riuso di Cremona il mercoledì e il sabato dalle 9 alle 12. La vendita straordinaria di solidarietà, nella quale saranno in vendita anche oggetti particolari, si terrà invece sabato 14 e domenica 15 settembre, sia a Piadena che a Canove, dalle 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 19. Prima di andarcene incontriamo i due responsabili della comunità, Bruno e Alida. Con loro operano i volontari, di cui c’è sempre bisogno. «Spero si aggiungano altri – conclude Bondioli -, stare qui è anche divertente. Tra l’altro per la prima volta ospiteremo due ragazzi attraverso il bando per il servizio civile universale aperti a chi ha tra i 18 e i 28 anni: la domanda va formulata entro il 10 ottobre». Per informazioni è possibile chiamare il numero 037594167 o inviare una mail a emmaus.piadena@libero.it

V.R.

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