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Popolazione, crescono
gli stranieri: a Casteldidone
e Soresina si supera il 20%

In provincia di Cremona al 1° gennaio 2019 la popolazione anziana rappresenta il 24,2% della popolazione (86.833 unità), i giovani da 0 a 14 anni il 12,8% (45.956 unità) e la popolazione attiva il 63% (226.166 unità).

Al 1° gennaio 2019 la popolazione residente in provincia di Cremona ammonta a 358.955 unità. In controtendenza rispetto al dato nazionale, ma dopo quattro anni di continuo calo, si è registrato nel 2018 un aumento della popolazione residente pari allo 0,12% (+443 unità). A dirlo è il Rapporto sulla popolazione residente nei Comuni e in provincia di Cremona, elaborato dall’ufficio statistica della Provincia di Cremona.

A livello nazionale, invece, la popolazione è diminuita dello 0,2%, continuando la decrescita iniziata già nel 2015, che configura per la prima volta negli ultimi 90 anni una fase di declino demografico. Il calo è interamente da attribuire alla popolazione di nazionalità italiana che diminuisce dello 0,4% rispetto all’anno precedente, mentre gli stranieri residenti aumentano del 2,2%, arrivando a rappresentare l’8,7% della popolazione totale. Anche in provincia di Cremona la popolazione di cittadinanza italiana nel 2018 diminuisce rispetto all’anno prima dello 0,4%, arrivando a 315.992 residenti, mentre gli stranieri aumentano del 4%, arrivando a rappresentare, con 42.963 residenti, il 12% della popolazione totale.

Saldo naturale e natalità. A livello nazionale la popolazione ha perso da tempo la sua capacità di crescita per effetto della dinamica naturale, quella dovuta alla “sostituzione” di chi muore con chi nasce, tanto che anche nel 2018 la differenza tra nati e morti (saldo naturale) è risultata ancora negativa (-193.386) – si legge nel documento. – Il deficit di nascite rispetto ai decessi si riscontra esclusivamente nella popolazione di cittadinanza italiana, mentre per la popolazione straniera il saldo naturale è ampiamente positivo. Anche in provincia di Cremona nel 2018 il saldo naturale negativo, pari a -1.600 unità, è dovuto esclusivamente al deficit di nascite rispetto ai decessi della popolazione italiana, mentre per la popolazione straniera il saldo naturale è positivo. Nel 2018 sono nati 2.506 bambini, ovvero 95 in meno (-4%) rispetto al 2017, di cui 1.824 italiani e 682 stranieri (il 27% del totale). Distinguendo le nascite per nazionalità si evidenzia che le nascite sono diminuite sia per gli italiani che per gli stranieri: in particolare le nascite dei bambini italiani sono diminuite del 29% (-747) e quelle dei bambini stranieri del 22% (-195).

La diminuzione delle nascite – riporta lo studio – si deve principalmente a fattori strutturali. Infatti si registra una progressiva riduzione delle potenziali madri dovuta all’uscita dall’età riproduttiva delle generazioni molto numerose nate all’epoca del baby boom e all’ingresso di contingenti meno numerosi a causa della prolungata diminuzione delle nascite a partire dalla metà degli anni Settanta. Inoltre negli ultimi anni ha iniziato a ridursi progressivamente anche il numero di bambini stranieri nati in Italia, a causa probabilmente della diminuzione dei flussi femminili in entrata nel nostro Paese, del progressivo invecchiamento della popolazione straniera, nonché dell’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di molte donne straniere. Si consideri anche che nel 2018 il numero medio di figli per donna, pari a 1,32, risulta invariato rispetto al 2017, mentre l’età media al parto continua a crescere, toccando per la prima volta la soglia dei 32 anni.

Popolazione anziana. Sia a livello nazionale che provinciale prosegue nel 2018 l’aumento in termini assoluti e relativi della popolazione anziana. Al 1° gennaio 2019 gli over 65enni in Italia rappresentano il 22,8% della popolazione totale, i giovani fino a 14 anni il 13,2% e gli individui in età attiva il 64% . Rispetto al 1° gennaio 2015 la popolazione ultra 65 enne è aumentata del 4%, mentre negli stessi anni è diminuita sia la popolazione attiva che la popolazione da 0 a 14 anni.

In provincia di Cremona al 1° gennaio 2019 la popolazione anziana rappresenta il 24,2% della popolazione (86.833 unità), i giovani da 0 a 14 anni il 12,8% (45.956 unità) e la popolazione attiva il 63% (226.166 unità). Rispetto al 1° gennaio 2015 la popolazione ultra 65 enne è aumentata di 3.348 unità (4%). L’aumento continuo della popolazione anziana si deve principalmente alle riduzioni di mortalità che hanno avuto luogo nei decenni precedenti. La speranza di vita alla nascita aumenta sempre di più, tanto che nel 2018 è stimata sugli 80,8 anni (+0,2% sul dato 2017) per gli uomini e sugli 85,2 anni (+0,3% sul dato 2017) per le donne .

Indice di vecchiaia e di dipendenza senile. Nel quadro di tendenze così contrapposte tra soggetti in condizione attiva o formativa e chi invece risulta ritirato dal mondo del lavoro, crescono ulteriormente i rapporti di dipendenza intergenerazionale. A livello nazionale l’indice di dipendenza senile risulta oggi pari al 36% e l’indice di vecchiaia al 173%, mentre l’età media della popolazione supera i 45 anni. In provincia di Cremona questi indicatori hanno valori più elevati in quanto la popolazione cremonese è più anziana di quella media italiana: l’indice di dipendenza senile è pari al 38% e l’indice di vecchiaia al 189%, mentre l’età media della popolazione raggiunge quasi i 46 anni (45,8).

Cittadini stranieri residenti. Considerata l’importanza che rivestono sempre di più gli stranieri residenti in Italia e sui nostri territori, è importante capire qual è la reale distribuzione della popolazione straniera regolarmente residente in provincia e nei singoli Comuni e quali sono le caratteristiche demografiche. In provincia di Cremona gli stranieri regolarmente residenti al 1° gennaio 2019 sono 42.963 e nella ripartizione per genere, 21.340 sono maschi (50%) e 21.623 femmine (50%). Al 1° gennaio 2019 l’incidenza percentuale degli stranieri sui residenti (358.955) è pari al 12%, mentre a livello nazionale è il 9%.

Analizzando i dati degli ultimi 15 anni si rileva che gli stranieri residenti in provincia di Cremona sono più che raddoppiati, passando da 20.212 a 42.963 con un’incidenza percentuale sui residenti che dal 6% è passata al 12%. I Comuni più con più abitanti sono anche quelli che ospitano più stranieri: a Cremona risiedono 11.551 stranieri, che equivalgono al 27% degli stranieri residenti in provincia, a Crema risiedono 4.028 stranieri il 9% degli stranieri residenti in provincia, a Casalmaggiore 2.552 (il 6%), a Soresina 1.832 (il 4%), a Castelleone 1.096 (il 3%), a Pandino 1.062 (il 2%) e a Rivolta d’Adda 979 (il 2%).

La situazione cambia se si considera l’incidenza percentuale degli stranieri sui residenti. In questo caso la presenza di stranieri risulta più marcata nei piccoli comuni. Ai primi posti si trovano infatti paesi come Casteldidone, dove gli stranieri sono il 22% della popolazione, Soresina dove sono il 21% e Corte de’ Cortesi, Cappella de’ Picenardi e Bordolano, dove gli stranieri rappresentano il 20% della popolazione. Nei comuni più grossi l’incidenza percentuale degli stranieri sui residenti è invece più bassa: a Cremona raggiunge il 16%, a Crema il 12% e a Casalmaggiore il 17%.

In Italia le cinque nazionalità più numerose sono quella rumena, albanese, marocchina, cinese ed ucraina, che da sole rappresentano quasi il 50% del totale degli stranieri residenti. Sul territorio provinciale, invece, le nazionalità più numerose sono quella rumena, indiana e marocchina, che da sole rappresentano il 53% degli stranieri residenti. I rumeni sono in assoluto la comunità più numerosa e rappresentano più di un quarto degli stranieri residenti (11.877 persone, il 28%). Seguono gli indiani (6.701 unità, il 16%), i marocchini (4.253 unità, il 10%), gli albanesi (3.386 unità, l’8%) e gli egiziani (2.408, il 6%).

Osservando la struttura per età degli stranieri residenti sul territorio provinciale, si ha che il 75% ha un’età compresa tra 15 e 64 anni; il 21% tra 0 e 14 anni e solo il 4% sono anziani. Analizzando nel dettaglio l’incidenza percentuale degli stranieri sui residenti per fasce d’età decennali (grafico sottostante), si nota che le più alte percentuali di stranieri rispetto ai residenti si registrano nella fascia d’età tra 30 e 39 anni ed in quella tra 0 e 9 anni. Nel primo caso il 24% dei residenti è di nazionalità straniera e nel secondo caso il 22% dei residenti sono stranieri.

La suddivisione per genere tra i cittadini stranieri mostra in generale una situazione di equilibrio: al 1° gennaio 2019 il 50% degli stranieri residenti sono donne e il 50% uomini. Raggruppando gli stranieri per genere e nazionalità si notano però alcune differenze: dall’Africa provengono più uomini che donne (il 58% degli africani sono uomini) mentre dall’America e dai Paesi dell’Europa extra UE provengono più donne che uomini (rispettivamente il 63% e il 57% sono donne).

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