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Fabrizio Merisi, l'antologica
al Museo Diotti inaugura
sabato pomeriggio

Fra i tanti autorevoli critici che hanno scritto con continuità sul suo lavoro si segnalano Elda Fezzi, Mario Perazzi, Giorgio Seveso, Roberto Tassi, Mario De Micheli, Gianfranco Fiameni, Tiziana Cordani, Claudio Cerritelli, Marco Tanzi e Gabriele Usberti.

CASALMAGGIORE – Dopo la pausa estiva, l’attività espositiva del Museo riprende con una mostra dedicata a Fabrizio Merisi, la cui ricerca artistica è imprescindibile da quella antropologica ed etnografica.

LA MOSTRA
A seguito dell’esposizione di alcuni dipinti e opere grafiche di Merisi nell’ambito di due mostre collettive tenute al Museo Diotti nel 2012 (Infiniti piani. Danilo Montaldi, il Realismo esistenziale e gli artisti della “Botti”) e nel 2016 (Evviva Picasso!), è maturata l’idea di dedicargli una personale che consentisse una visione più articolata della sua pittura. Il progetto, giunto ora in porto, parte da quattro grandi opere recenti (2019) ed inedite sul tema dei Corredi augurali che vengono fatte dialogare con dipinti, disegni, teche e installazioni realizzati dalla metà degli anni Cinquanta ad oggi che fungono da appunti, note e rimandi al suo lungo percorso artistico. Un allestimento che punta a creare cortocircuiti, a puntualizzare temi, ad evidenziare continuità, pur all’interno di una costante ricerca di nuove soluzioni linguistiche.
Per come è stata attentamente costruita, la mostra è un invito ad uscire dall’ovvio, e dalla facile e superficiale riconoscibilità degli stili, a cogliere più in profondità i moventi del lavoro dell’artista e a comprendere quale forza singolare abbiano le immagini e quale spazio possa avere ancora la pratica della pittura nella contemporaneità.

TEMI E MATERIALI
Motivi iconografici ricorrenti (vasi e acquari stipati di frammenti di oggetti e di resti organici marcescenti, teatrini intesi come vanitas-autoritratti, pesci feriti, prima dipinti poi tradotti in forme tridimensionali essenziali) funzionano come allegorie e simboli della condizione umana e di un disagio esistenziale che Merisi ha coltivato non da spettatore, ma misurandosi corpo a corpo con le contraddizioni sociali e con gli aspetti più laceranti del vivere.

L’emergere di un tema dominante, quello del pesce ferito, con sotteso legame simbolico col corpo di Cristo, pone in primo piano il valore sacrale della vita sottolineato, nelle opere più recenti, dalle pratiche, dalle cure e dai riti per il suo risarcimento. Ed è proprio la ritualità insita nei corredi augurali ad evidenziare il potere magico-catartico della pittura. Nell’opera di Merisi grande rilievo è attribuito alle piccole cose, agli oggetti d’uso, ai dettagli e ciò si coglie anche nella scelta dei materiali, costituiti per lo più da “frammenti”
(tele imbottite e cucite, corde, gesso, legno, garza, cartapesta…), materiali eterogenei che vengono dalla natura e dal mondo del lavoro, segni tangibili di una civiltà legata a gesti e culti perduti.

FABRIZIO MERISI
Artista di forte spessore intellettuale e concettuale, Merisi è nato a Crespi d’Adda (Capriate San Gervasio, BG) nel 1937, vive e lavora tra Milano e Castelnuovo del Vescovo (Pescarolo, CR). A Pescarolo dirige dal 1996 il Museo del Lino. La sua attività comprende una decina di mostre personali dal 1969 ad oggi a Parigi, Milano e Cremona, oltre alla partecipazione a innumerevoli collettive in Italia e all’estero. Fra i tanti autorevoli critici che hanno scritto con continuità sul suo lavoro si segnalano Elda Fezzi, Mario Perazzi, Giorgio Seveso, Roberto Tassi, Mario De Micheli, Gianfranco Fiameni, Tiziana Cordani, e più recentemente, in occasione di personali, Claudio Cerritelli, Marco Tanzi e Gabriele Usberti. Mostra e catalogo a cura di Valter Rosa, con la collaborazione di Emanuele Piseri

INFO
Inaugurazione: sabato 14 settembre, ore 17
Orari: da martedì a venerdì 8.00-12.30; sabato e festivi 15.30-18.30
Ingresso: intero € 3,00; ridotto € 2,50 (minori di 25 e maggiori di 65 anni); gratuito
scolaresche, tessera Museo, Abbonamento Musei Lombardia, prima domenica del mese
Museo Diotti
Via Formis 17, Casalmaggiore – CR
tel. 0375 200416
www.museodiotti.it
facebook Museo Diotti

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