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Calvatone svela al mondo
il suo tesoro: le monete
riscrivono la storia di Bedriacum

Sino alla scoperta di queste monete - alcune in argento, altre in rame rivestite d’argento, altre in materiale più povero - si pensava che l’abbandono dell’antica vicus di Bedriacum risalisse al IV-V secolo d.C., dunque ad un periodo successivo. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CALVATONE – Calvatone si apre al mondo con il suo tesoro svelato. Che, finalmente visibile per il pubblico non più solamente tramite video o fotografie, ha richiamato parecchie persone nel piccolo comune casalasco e nel Visitors Centre a pochi metri, in linea d’aria, dal sito archeologico Bedriacum. In totale 144 monete di epoca romana, in particolare risalenti al periodo dell’Imperatore Gallieno, che potrebbero contribuire a riscrivere parte degli eventi di uno dei più grandi Imperi della storia.

Le monete, ritrovate in un ripostiglio dentro un contenitore in ceramica, stando agli studi, sono infatti state nascoste nel III secolo d.C. Sino alla scoperta di queste monete – alcune in argento, altre in rame rivestite d’argento – si pensava che l’abbandono dell’antico vicus di Bedriacum risalisse al IV-V secolo d.C., dunque ad un periodo successivo. Di sicuro quelle monete, che raffigurano i volti dell’Imperatore Gallieno, della moglie Salonina e dal padre Valeriano I, erano state nascoste da qualcuno, in un momento in cui, in effetti, Bedriacum era in fase di abbandono: chi le ha seppellite pensava probabilmente di tornare in un secondo momento per recuperarle.

Ricordiamo che gli Imperatori imponevano il proprio volto sulle monete nel periodo di comando, dunque quelle monete certamente risalgono al III secolo d.C. e in quel periodo sono state nascoste. Appositamente restaurate, le monete denominate Antoniniani, introdotti all’inizio del III d.C. dall’Imperatore Caracalla, provengono da Milano (89 unità), Roma (50 unità) e da quella che oggi chiamiamo Croazia (5 unità). Se davanti compaiono i profili dei tre personaggi già descritti, sul retro ciascuna moneta reca l’effige di animali di vario genere o di allegorie.

L’eccezionale scoperta – all’interno dell’evento “Sopravvivere alla crisi” e del programma della fiera di Calvatone – ha spinto a partecipare anche l’ex sindaco Pier Ugo Piccinelli, alla sua prima uscita ufficiale dopo la malattia che lo ha colpito un anno e mezzo fa: alla sua amministrazione e a quella attuale, in continuità, rappresentata dall’attuale primo cittadino Valeria Patelli, si deve l’appoggio all’Università degli Studi di Milano, che con la professoressa Maria Teresa Grassi, domenica assente ma ben rappresentata da altri docenti dell’ateneo meneghino e cittadina onoraria di Calvatone, ha perfezionato scavi e studi negli anni. Senza dubbio questa è una delle scoperte più importanti di sempre.

Hanno presenziato anche il dottor Gabriele Barucca, Sovrintendente ai Beni Artistici per Cremona, Mantova e Lodi, l’Università Iulm di Milano e ancora la dottoressa Gioia Zenoni e Giovanna Rocca e alcuni sindaci del territorio. Stefano Nava, Erika Nolli e Lilia Palmieri hanno invece illustrato la storia del ritrovamento delle monete e le tecniche e gli strumenti utilizzati per lo studio delle stesse, con fasci di luce molto particolari che, senza rovinare l’oggetto, fanno emergere dettagli millimetro per millimetro della moneta, senza dimenticare la volontà specifica di ripresentare il ripostiglio così come è stato rinvenuto, con alcune monete all’interno e altre rovesciate fuori.

Tale ripostiglio rimarrà a Calvatone, in una differente location, protagonista di una nuova mostra virtuale: in procinto di essere realizzata vi è invece una mostra itinerante per la Lombardia. E così – in attesa della trasferta a San Pietroburgo a dicembre per la presentazione della Vittoria Alata, trovata proprio a Bedriacum e ora al Museo Hermitage, completamento restaurata – la piccola Calvatone si apre al mondo.

G.G.

 

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