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Una bifora sul tramonto più
bello del fiume. Inaugurata
la finestra sul Po

Un ringraziamento a tutti per questo splendido regalo che, partito da un sognatore, a volte un pò visionario, passato per le mani di un grande artista e sostenuto dalla generosità e professionalità di tanti cittadini

CASALMAGGIORE – “Perso nell’infinito abisso dell’abisso mio infinito, ho poggiato le mani strappando al tempo la sua parte di quiete. Fermandomi adesso. Perdendomi ancora. Mille pensieri trattengono a stento ciò che i miei occhi stanno ancora guardando”.

Queste le parole di Giuseppe Giupi Boles incise sopra la “sua” finestra sul Po realizzata ad arte dallo scultore Brunivo Buttarelli e inaugurata ieri al parco lido. Sua perché, nonostante gli aiuti, il supporto e la collaborazione di molti, l’idea fu sua, del folle sognatore Giuseppe Boles.

Tante le persone che si sono radunate per potere ammirare questa opera di cui si sente parlare da parecchio tempo. L’assessore alla cultura Marco Micolo, ha preso per primo la parola “Ci sono voluti tre anni per arrivare fino a qui e mi fa piacere essere io ad inaugurare per tre motivi: uno perché è la realizzazione di un sogno di un amico che ci ha messo fatica ed ha sputato sangue, due perché è stato Brunivo, artista che stimo e grande amico di mio padre, a mettere le mani sul ferro, tre perché per la prima volta privato e pubblico hanno lavorato insieme per abbellire Casalmaggiore e spero davvero sia l’inizio di tante collaborazioni a venire con la stessa finalità”.

La parola è poi passata a Giupi che carico di emozione, si è scusato per non essere riuscito a convincere il tramonto a presenziare “riassumo questo momento in due parole CHE FADIGA!!! La finestra è pronta da luglio dello scorso anno ma la burocrazia, e spesso qualche burocrate rigido, mi han dato parecchio da fare. Ma io ci ho creduto anche quando inizialmente Brunivo non era tanto per la quale in quanto non ci vedeva un’opera d’arte, ma l’ho convinto. Infatti questa finestra non vuole esserlo è piuttosto uno strumento per riflettere. Sopra la balauste abbiamo posto il calco di due mani, un invito poetico ad appoggiarvi le nostre affinché possano le future generazioni, appoggiandole a loro volta, instaurare “un intreccio di amorosi sensi” coi loro bisnonni. Una bifora veneziana che diventa il simbolo della città in quanto riproduce la finestra del palazzo comunale.

In un mondo globalizzato i piccoli borghi come il nostro, se non hanno una identità precisa, a livello turistico rischiano di sparire; Casalmaggiore un tempo era chiamata la piccola Venezia per la sua posizione che la vedeva distesa sulla riva del fiume, chi arrivava dal Po si trovava direttamente in paese perché ancora non c’era l’argine maestro. In questo progetto ho visto la forza promotrice per un altro progetto, quello del chilometro romantico. Quel tratto che va dalla sbarra dell’ospedale vecchio alla sbarra che poi porta alla chiesa di Santa Maria, lo dobbiamo trasformare nel chilometro più romantico del paese, nel punto in cui si può ammirare il tramonto più bello che il fiume offre lungo il suo corso, come un luogo unico per riposare, leggere una poesia, baciarsi”

E se Giupi è il sognatore che oggi ha visto un suo grande sogno realizzato, Brunivo Buttarelli è l’artista che ha reso questo possibile, non un artista qualunque bensì uno scultore d’eccezione che plasma con le mani una materia dura come il ferro e la rende morbida, armoniosa, viva. Nonostante abbia tenuto a precisare che questa opera non va confusa col suo percorso artistico, le sue mani ben si vedono, la sua bravura, la sua sensibilità, la sua anima in quel ferro ci sono perché l’immagine che si percepisce guardandola è quella di un tutt’uno con la natura circostante ed ecco che l’artista che si dice essere stato mero esecutore, in realtà è presente col suo intimo talento. Un risultato frutto dell’idea e dell’impegno super partes di cittadini che hanno voluto lasciare alla propria città e alle generazioni che verranno qualcosa di bello.

Tanti i ringraziamenti, in primis a Francesco Ruberti che è stato il primo a crederci non come politico ma dal punto di vista umano, a Brunivo Buttarelli, all’ingegner Mazzini, all’ingegner Ferrari, ad Azzi il fabbro, a Eugenio Stabili, alle ditte Laminart, Benvenuti, Allustyle, ad Antonella Pizzamiglio, a Francesco Vitale, a Ivano Bianchi, a Zelindo Madesani, a Simonetta Aroldi scusandoci se abbiamo scordato qualcuno.

Un ringraziamento a tutti per questo splendido regalo che, partito da un sognatore, a volte un pò visionario, passato per le mani di un grande artista e sostenuto dalla generosità e professionalità di tanti cittadini di buon cuore è la dimostrazione che sognare si deve e che se si vuole, si può.

Giovanna Anversa

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