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A favore di Gianni
Fava. Finalmente! Viva
la Padania libera

Lettera scritta da Ernesto Grossi

Caro Direttore,

sono di Casalpusterlengo (LO). Ammetto d’aver commesso un errore – indotto dalla buona fede – ad aver letto troppo tardi il nuovo statuto voluto da Salvini, ma per tempo ho rifiutato l’anno scorso la tessera. Sarebbe troppo lunga da raccontare, ma alla sede provinciale di Lodi avevo per tempo spiegato cosa non tornava nel cambiamento dello Statuto. Avevo anche previsto e fatto chiaramente pervenire ad ogni fratello/sorella Padano/a in ogni occasione di banchetto per tutte le firme possibili.

Non sono un veggente, ma nemmeno uno sprovveduto politicamente parlando. Ed avevo previsto e comunicato le mie idee. Risultato? Ostracizzato come Lei (riferito a Gianni Fava, ndr) e molti altri. Non sono in cerca di poltrone. Sia ben chiaro.

Voglio solo poter esprimere in modo democratico le mie idee, senza aver problemi e senza essere evitato perché ho il coraggio di dire che “il re è nudo”. Se (sempre riferito a Fava) ha fratelli/sorelle Padani che vivono in casale stesso o nel basso lodigiano, li incontrerei volentieri. W la Padania Libera.

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