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Scandolara, la biblioteca chiude
il sabato (e taglia i fondi):
la rabbia dei volontari

In realtà, ribattono i volontari scandolaresi, il volontariato era soltanto una forma di integrazione per aiutare il sistema biblioteca, non una sostituzione in toto, dato che vi sono già bibliotecarie che fanno questo di professione.

SCANDOLARA RAVARA – La biblioteca comunale di Scandolara Ravara? Accorcia i suoi orari e resterà chiusa il sabato. Una decisione che non è andata giù ad alcuni dei volontari che si erano dati da fare, da cinque anni a questa parte, proprio per allungare l’orario di apertura della struttura, che in un comune che ospita uno dei borghi più belli d’Italia (Castelponzone) è una delle parti integranti del sistema culturale.
“L’amministrazione di Scandolara Ravara ha deciso – accusano proprio i volontari – di non avvalersi più di questo servizio, a costo ovviamente zero, per aprire la biblioteca al sabato. Teniamola chiusa!”.

Il gruppo dei volontari, in questo modo, rischia di sciogliersi: un effetto collaterale significativo e che non va ignorato. Il gruppo, infatti, si ritrovava nelle stanze della biblioteca, spesso per organizzare eventi o anche trasferte: proprio da Scandolara e dalla biblioteca del paese casalasco sono nate iniziative come uscite al Teatro Ponchielli durante la stagione di prosa oppure operistica o ancora visite al Museo del Violino, sempre a Cremona. Nulla di trascendentale, ci mancherebbe, ma comunque un’opportunità in più sempre nel segno della cultura. Questo, adesso, difficilmente potrà avvenire, perché venendo meno lo scopo principale del gruppo – ossia mantenere aperta la biblioteca per più ore e un giorno in più la settimana, garantendo la possibilità di accesso a chi durante la settimana non può recarvisi per motivi di lavoro – il gruppo stesso rischia di scomparire.

La motivazione, che è stata addotta, è legata al Sistema Bibliotecario Cremonese e Bresciano che non vorrebbe affidare la gestione del luogo ai soli volontari. In realtà, ribattono i volontari scandolaresi, il volontariato era soltanto una forma di integrazione per aiutare il “sistema biblioteca”, non una sostituzione in toto, dato che vi sono già bibliotecarie che fanno questo di professione. Da rimarcare, infine, come altro dato che preoccupa gli stessi volontari, la decisione – in questo caso però presa dall’Unione Municipia e non solo dal comune di Scandolara Ravara – di ridurre, anzi dimezzare, l’impegno di spesa per le biblioteche dell’Unione, ossia quella di Scandolara Ravara e quella di Cingia dè Botti: i fondi annuali per l’acquisto di libri scendono infatti da 3mila euro a 1500 euro per ciascuna biblioteca, come spiega la delibera numero 14 dell’anno in corso.

G.G.

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