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Arriva Katana: Devicenzi
presenta a Roma la rivoluzionaria
stampella supertecnica

Da oggi anche le stampelle non sono più un problema per affrontare ogni tipo di impresa sportiva e per affrontare con maggiore ottimismo anche la vita di tutti i giorni. Per ulteriori informazioni www.laduedue.com

ROMA – Un premio meritato. Perché Andrea Devicenzi, mental Coach, atleta, viaggiatore e imprenditore ha tante caratteristiche in comune con l’eroe che dà il nome al riconoscimento. Ma, ben oltre il significato dello stesso attestato di merito, ieri sera in anteprima mondiale il campione Casalasco ha presentato Katana. Uno strumento per chi ha problemi più o meno gravi e più po meno permanenti di deambulazione e che rivoluzionerà il mondo dello sport e della vita quotidiana di chi per chi ne fa utilizzo.

Il Premio Enrico Toti è nato dalla volontà di Claudia Toti Lombardozzi, pronipote dell’eroe italiano e direttrice artistica dell’Associazione Enrico Toti. Lo scopo della sua istituzione è quello di riconoscere e promuovere le personalità che si sono distinte nei diversi ambiti che hanno caratterizzato la vita e le avventure di Enrico Toti: “Arte e Spettacolo”, “Ingegno e Inventiva”, “Viaggi ed Esplorazioni”, “Sport”, “Arte Militare”.

C’è un’impressionante parallelismo tra la vita dell’eroe della grande guerra e Andrea Devicenzi. A 18 anni un tragico incidente con una locomotiva fece perdere la gamba sinistra a Toti. Uno in meno ne aveva Andrea quando perse la sua gamba sinistra in un incidente in moto.

Nonostante la grave menomazione, Toti non si perse d’animo e compì alcuni viaggi incredibili con la propria bicicletta: nel 1911 partì alla volta di Parigi e poi proseguì fino in Lapponia, Russia e Polonia ritornando a Roma nel giugno 1912. Sei mesi dopo affrontò un secondo viaggio raggiungendo, sempre con la sua inseparabile bici, Alessandria d’Egitto e il confine con il Sudan.

Andrea nel 2010 ha effettuato il Raid in autosufficienza sulla strada carrozzabile più alta del mondo, in India. 700 km in 8 giorni in sella alla MTB, raggiungendo per la prima volta da un atleta amputato di gamba il KardlungLa a quota 5.602. L’anno successivo fu la volta della Parigi-Brest-Parigi. L’Olimpiade delle Randonnèe. 1.230 km da percorrere in un tempo dichiarato di 80 ore. L’atleta residente a Martignana quell’impresa la concluse in 72 ore e 42 minuti, anche in questo caso primo amputato al Mondo a riuscirci. Nel 2016 poi, in completa solitaria, il viaggio in Perù, mischiando ciclismo a trekking. 1.140 chilometri (quelli che separano Lima da Cusco) in sella alla bici in soli 11 giorni e poi con stampelle e zaino, in 4 giorni, attraverso le Ande per raggiungere il sito archeologico più famoso al Mondo, Machu Picchu.

In mezzo a questo l’attività paraolimpica e tante altre piccole grandi sfide. Tutte vinte.

Ma il premio Enrico Toti è stato anche l’occasione per presentare al mondo Katana, le stampelle che rappresentano il futuro per tutti gli amputati, soprattutto in ambito sportivo. Anni di studio, di prove sul campo e di collaborazioni con aziende e professionisti che hanno consentito la realizzazione di un ausilio straordinario. Ed unico al mondo.

A collaborare con Andrea, Bercella, azienda leader nel settore dei compositi con cui si è ultimato e definito i disegni 3D per la produzione delle parti in carbonio, oltre al prototipo in acciaio, VIBRAM, leader nel settore di suole in gomma per calzature, che ha supportato la realizzazione dei gommini e dell’impugnatura ergonomica, la Ditta AutoTecnica, che grazie alla propria esperienza internazionale automobilistica, si è interamente occupata della ingegnerizzazione dei disegni in 3D, oltre alla produzione delle parti in alluminio.

Il progetto è anche frutto della collaborazione con l’Università di Pisa (che sta studiando tutte le norme per la certificazione CE e ausilio medico), gli studenti del secondo anno dell’Istituto Tecnica Superiore di Fornovo, che si sono occupati come tesi di esame, del controllo finale dei disegni 3D e realizzeranno un prototipo, portandolo come tesi d’esame.

Un ringraziamento particolare va anche all’ingegner Giampaolo Dallara, fondatore dell’omonima casa automobilistica, che ha messo a disposizione la sua azienda per l’incollaggio della prima coppia, e alla professionalità di Luca, esperto operatore del carbonio.

“In collaborazione – spiega Andrea – con persone ed atleti che utilizzano stampelle per deambulare, vivere e praticare sport di alto livello, abbiamo realizzato KATANA. Design inconfondibile, Comfort unico grazie alle manopole ergonomiche, stabilità e sicurezza, assenza di rumori e la possibilità di personalizzarla al 100%. Poi zero rumorosità, personalizzazione al 100%, qualità, design unico, regolazione millimetrica dell’altezza, sono tutte caratteristiche importanti. Ero arrivato ad un punto, io che sono da sempre uno sportivo, in cui la forza fisica e l’approccio mentale non bastava più. Da lì è nata l’idea di migliorare l’ausilio. A parte l’estetica aumentano il benessere delle persone sia a livello mani, poiché sparisce il dolore e soprattutto la sicurezza a terra, che aumenta grazie alla gomma e alle stampelle. Sono state testate in segreto sulla via Francigena e la sensazione è stata quella di assoluta affidabilità, comfort. L’impressione è quella di avere un pezzo unico col braccio”.

Nei prossimi mesi verranno effettuati ulteriori passi sulla strada della produzione ma all’inizio del 2020 le prime stampelle saranno pronte per essere consegnate a chi le richiederà ed eventualmente personalizzate a seconda delle esigenze. Le Katana rappresentano il futuro anche per gli amputati e gli infortunati. Secondo quella logica che ha sempre spinto Andrea Devicenzi secondo cui volere è potere, a prescindere dalle limitazioni fisiche. Da oggi anche le stampelle non sono più un problema per affrontare ogni tipo di impresa sportiva e per affrontare con maggiore ottimismo anche la vita di tutti i giorni. Per ulteriori informazioni www.laduedue.com. e info@laduedue.it. Tel. 338 333 4317.

Nazzareno Condina (Foto: Nunuu Colemann)

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