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Lea Stein a Casalmaggiore:
un'icona del design mondiale
in mostra al Museo del Bijou

Sabato pomeriggio è stata inaugurata la mostra dell'artista francese, curata da Lorena Taddei, negli spazi del Museo del Bijou, visitabile fino a febbraio 2020. Una prima esposizione assoluta per Lea Stein, che ripercorre la sua lunga storia di artista-artigiana e dei suoi preziosi oggetti. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Tutto cominciò da un bottone. Da quel piccolo oggetto nacque la carriera di Lea Stein. L’artista-artigiana, gioiello dopo gioiello, è diventata così un’icona del design mondiale. E Casalmaggiore può arricchire il vestito più bello, quello della sua storia, perché l’artista sceglie per la prima volta in assoluto di mettere in mostra una selezione delle sue opere. E il privilegio è tutto del Museo del Bijou casalasco. “Sono contenta di vedere un pubblico così vasto e anche alcune persone che indossano i miei bijou – ha detto la Stein ai numerosi visitatori presenti all’inaugurazione, con la presenza della curatrice Lorena Taddei, il conservatore del Museo Letizia Frigerio e del sindaco Filippo Bongiovanni e dell’assessore alla Cultura Marco Micolo -. Spero che tutti riescano a cogliere nell’esposizione non solo il gioiello in sé, ma anche le emozioni che ho messo in ogni pezzo”.

Nel pomeriggio di sabato 19 ottobre, accompagnata dalla figlia Carole e introdotta dalla Taddei, l’artefice di questa operazione, l’artista ha spiegato le ragioni di esporre il suo archivio personale di gioielli e monili realizzati insieme al marito Fernand proprio a Casalmaggiore. “Ho accolto subito la vostra proposta perché sono rimasta toccata e commossa dalla storia di donne che hanno lavorato per anni al bijou”, ha detto la Stein, grazie alla traduzione di Simonetta Zaffanella. “Mi sento lusingata dall’invito e dalla storia del museo – ha ripreso la creatrice di bijou – tutte le decorazioni colorate che si vedono sono state fatte da operaie, da donne che avevano grande manualità: ho apprezzato molto il ritrovare in questo luogo il lavoro che facevamo io e mio marito”. Un mestiere lento e meticoloso, ripercorso con la memoria dalla Stein, quando iniziò con il marito nel 1965 nella realizzazione di bottoni incisi alla macchina. Per poi scoprire, racconta la designer, “che da tali bottoni potevamo creare qualcosa di molto più grande”. Interessati soprattutto agli animali, all’art decò e al colore, la coppia passò alle fibbie per le cinture, “ma non eravamo soddisfatti: volevamo arrivare ad una creazione personale”. Così arrivarono a forme sempre più, geometriche “a partire dall’idea del bottone e da una forma definita”. E da lì le creazioni furono tutte a mano; il resto è storia.

“E’ un onore per me accogliere madame Stein, sua figlia Carole e voi tutti che apprezzate questa grande designer francese”, ha detto la Frigerio facendo gli onori di casa. La quale ha spiegato l’origine della mostra, nata dal legame della Taddei con l’artista, e il gioco di squadra dell’Associazione Amici del Bijou con diversi volontari per portarla a compimento. “Ringrazio dunque Roberto Cavaglià, Elisabetta Ghidini, Laura Storci, Paolo Zani per l’allestimento e Emanuele Piseri, Luigi Briselli e Silvia Tomasoni per il lavoro grafico, fotografico e di traduzione del catalogo”. La stessa Taddei, curatrice dell’esposizione, ha sottolineato “il reciproco omaggio alla storia del nostro territorio e all’arte della Stein”. Non sono mancati anche i ringraziamenti a nome dell’amministrazione comunale. “E’ stato veramente un colpo eccezionale portare a Casalmaggiore una grandissima mostra e artista come Lea Stein da parte degli Amici del Bijou e  Lorena – ha detto Bongiovanni – ringrazio i volontari del Museo: loro sono la nostra grande forza, coloro che tengono sempre vivo questo luogo e ne aggiungono sempre un pezzetto, con grandi artisti che possono mostrare le loro opere eccellenti”. La mostra sarà visitabile fino al 16 febbraio 2020, mentre il catalogo sarà in vendita al pubblico al Museo al costo di 20 euro.

Jacopo Orlo

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