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Proverbi, nuove panchine
e lampioni e un cancello magico:
Boles progetta un argine più bello

"Consapevole del fatto che il comune non ha purtroppo soldi da investire, sto cercando finanziatori per un progetto di ampio respiro, che vede l’aiuto fondamentale di Paolo Zani, Giampietro Tenca e Costantino Rosa" spiega l'eclettico casalese.
Nella foto il render di Antonella Pizzamiglio e il tramonto dentro la Finestra sul Po

CASALMAGGIORE – La Finestra sul Po potrebbe essere solo l’inizio. Del resto Giuseppe Boles, poliedrico artista di Casalmaggiore, già lo aveva spiegato, sostenuto in questo dall’assessore alla Cultura Marco Micolo: “Questo può essere l’inizio di un rilancio turistico di Casalmaggiore, nel segno della bellezza”. Il chilometro romantico lungo il fiume Po, sull’argine maestro, è sempre stata più di una semplice idea per Boles. E adesso potrebbe prendere piede.

“Consapevole del fatto che il comune non ha purtroppo soldi da investire, sto cercando finanziatori per un progetto di ampio respiro, che vede l’aiuto fondamentale di Paolo Zani, Giampietro Tenca e Costantino Rosa. Se ci lasciamo scappare la loro cultura e la loro generazione senza fissare la loro conoscenza diretta, perdiamo una parte di noi”. A dirlo è lo stesso Boles, che ha perfezionato una serie di incontri, al momento top secret. La volontà è quella di riqualificare l’argine maestro, riprendendo un vecchio pallino dello stesso Boles, ossia la diffusione della cultura popolare e, nella fattispecie, di proverbi, modo di dire e detti del territorio Casalasco: legame con la terra, insomma, e cultura che parte dal basso, innalzata poi dalla sua diffusione e da un percorso che si sposa con la storia del comprensorio.

Questi proverbi dovrebbero, nell’intenzione di Boles, ornare il centro storico casalese, adagiandosi accanto ai nomi delle vie, ad esempio, su targhette o altri sostegni, per nulla invasivi né impattanti, ma apprezzati dallo sguardo più attento. Ora i proverbi potrebbero convergere anche verso l’argine maestro, che diviene in questo modo una sorta di prolungamento del centro storico (quale in effetti è già).

A patto però – perché è questa la condicio sine qua non – che proprio lungo l’argine arrivino nuove panchine, più eleganti e curate di quelle attuali, a completare la parte “vergine” dell’infrastruttura che dal periodo successivo alla grande piena del 1951, quando ha assunto la sua forma attuale, protegge Casalmaggiore dalle “bizze” del fiume Po. Panchine, proverbi e poi un terzo elemento: l’illuminazione, ossia lampioni nuovi, che possano fare risplendere di luce soffusa una zona da sempre magica e apprezzata dai casalaschi, che può ora divenire esteticamente ancora più appetibile a livello turistico. Il render realizzato da Antonella Pizzamiglio offre un’idea di massima, anche se lampioni e panchine, “che dovranno essere di ottima fattura – spiega Boles – perché mettendone di mediocri si condannerebbe l’argine a un eterno anonimato”, sarebbero differenti da quelli illustrati.

L’ultimo spunto, sempre legato alla golena, si rifà al mondo delle favole: perché non ideare una sorta di cancello con la scritta “Bosco dei Nascituri” all’ingresso della golena di Casalmaggiore? Un invito a entrare come fece Alice nel Paese della Meraviglie. “Si creerebbe così la giusta armonia nel richiamo della stessa Finestra sul Po” aggiunge Boles. Un po’ di magia non ha mai fatto male a nessuno. E il sogno – che per ora è solo all’inizio e per il quale comunque serve anche la “vil pecunia” – potrebbe presto trovare sostenitori.

Giovanni Gardani

 

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