Cronaca
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Cascina Sereni, buona la prima: un metodo pedagogico basato su movimento e "materialità"

“Abbiamo sempre pensato che il bambino è attento se sta seduto, se non si muove. In realtà muovendosi - spiega Acerbis - ovviamente in un determinato contesto, interagisce ed è più stimolato, dunque segue di più il concetto che vogliamo trasmettere”. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Un convegno durato per l’intera giornata, sabato a Casalmaggiore, per testare e tramandare un metodo pedagogico nuovo. Un momento organizzato da ZeroSeiUp e Atletica Interflumina. Soprattutto una sorta di nuovo esordio per quello che sarà l’Ostello Sereni, in zona Santa Maria, appena giù dall’argine e immersi nel pieno clima della golena. In realtà già lo scorso anno questo luogo era stato inaugurato con la mostra delle zattere e piroghe antiche, riprodotte in miniatura da Roberto Lattini, ma questo è stato il primo appuntamento di insegnamento teorico – e anche pratico, come vedremo – a tutto tondo.

Protagonisti, oltre ad alcuni insegnanti della zona casalasca, viadanese e parmense, ai quali il convegno era rivolto, i pedagogisti Amilcare Acerbi e Lina Stefanini, introdotti da Carlo Stassano che per conto dell’Atletica Interflumina ha fortemente voluto questa giornata. Un contributo prezioso è giunto poi da Maurizio Gritta di Iris Bio Calvatone. “Educazione terra natura” era il titolo dell’incontro con un approccio che Acerbi ha definito ispirato a Gianni Rodari, ossia alla conoscenza materiale di ciò che ci circonda e, nella fattispecie, del vicino bosco golenale. Lina Stefanini ha svelato perché il nostro corpo reagisce e apprende meglio quando è in movimento, partendo dal concetto di corpi intelligenti e del cranio del bambino che, fino a una certa età, resta aperto proprio per consentire lo sviluppo. “Abbiamo un corredo genetico che è già pronto a mettere in azione il nostro corpo – ha rimarcato Stefanini – perché il corpo è l’unico strumento che ci permette di apprendere”.

Motricità, dunque, muovendosi anche dentro gli spazi, con lezioni tenute ad esempio in musei civici, archeologici o di scienza naturale, a seconda della materia insegnata. Lo scopo dell’insegnante è accompagnare il bambino nella società, senza escluderlo, ha detto Acerbis, capovolgendo una credenza diffusa ma a suo dire sbagliata. “Abbiamo sempre pensato che il bambino è attento se sta seduto, se non si muove. In realtà muovendosi – spiega Acerbis – ovviamente in un determinato contesto, interagisce ed è più stimolato, dunque segue di più il concetto che vogliamo trasmettere”.

Stassano ha rivendicato il metodo educativo dell’Interflumina con i bambini, in riferimento alle scienze motorie, mentre toccando con mano i materiali – come dovrebbero fare i bambini – si impara che la creta usata per diverse attività altro non è che sabbia del Po, che si trova a pochi passi da noi eppure per molti è quasi sconosciuta, mischiata con acqua. Togliere l’esperienza diretta è depauperare il patrimonio del bambino, è stato detto.

Infine Maurizio Gritta di Iris Bio ha spiegato il modello solidale e di agricoltura biologica introdotto dalla sua società, basato sin dalla fine degli anni ’70 sui capisaldi di tutela del lavoro, proprietà collettiva e mutualità, oltre che della circolarità, riattivando intere comunità. Senza scordare integrazione e lotta a una società sempre più violenta nei comportamenti. Tra i vari progetti promossi da Iris Bio per i piccoli quello che, partendo dal seme e spingendo il bambino a tenere un diario della coltivazione, lo ha portato dopo le vacanze a tornare a scuola con la propria piantina già cresciuta, favorendo inoltre nella scuola un confronto tra agricoltura convenzionale e agricoltura biologica per capirne le differenze. Il convegno ha visto anche il pranzo in sala Avis, con il grazie all’associazione presieduta da Stefano Assandri, mentre alcuni partecipanti sono giunti addirittura da Torino.

G.G.

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