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Brescello e le infiltrazioni mafiose:
il Questore di Reggio Antonio
Sbordone in conferenza in paese

“Sono e sarò sempre disponibile a partecipare ad iniziative come questa perchè oggi possiamo davvero andare orgogliosi della vittoria dello Stato sulle cosche mafiose anche se in effetti degli errori sono stati commessi in passato”

BRESCELLO – Ad un anno di distanza dalla prima sentenza che ha coinvolto ben 148 imputati con 125 condanne, Brescello ha ricordato il momento in cui il paese, poco distante da Viadana, ha vissuto sicuramente il periodo più nero della sua storia.

Non più gli aspetti positivi legati al celebre filone cinematografico di Peppone e don Camillo ma il fortissimo sospetto di infitrazioni e presenze mafiose nel territorio cosi come stabilito dalla sentenza di primo grado emessa proprio il 31 ottobre dello scorso anno.

Il sindaco Elena Benassi, eletta dopo due anni di gestione commissariale mercoledi sera ha presentato la serata, organizzata in sala Prampolini introducendo un ospite di prestigio come il Questore di Reggio Emilia Antonio Sbordone: “Sono e sarò sempre disponibile a partecipare ad iniziative come questa perchè oggi possiamo davvero andare orgogliosi della vittoria dello Stato sulle cosche mafiose anche se in effetti degli errori sono stati commessi in passato”.

Sollecitato dalle domande del direttore di Telereggio Mattia Mariani e della giornalista di Tv Reggio Margherita Grassi il questore ha ricordato come una cittadina operosa come Brescello non meritasse di venire travolta da quella che ha definito un’autentica tragedia.

A questo proposito dai giornalisti è arrivata una puntualizzazione dicendo che non si doveva demandare tutto e soltanto al controllo degli amministratori o degli assessori all’urbanistica. “Se un personaggio all’improvviso si trasferisce da una mansarda alla grande villa, i cittadini non devono rimanere indifferenti ma segnalarlo a chi di dovere” ha detto Mariani riferendosi all’ascesa economica di una nota famiglia del posto implicata nelle indagini.

Un’importante puntualizzazione è stata fatta poi nei riguardi della apparentemente fragile ma determinata neo sindaca del paese Elena Benassi. A lei è stato ricordato la frase di rito pronunciata al momento della investitura in cui il primo cittadino dichiara di essere il sindaco di tutti.

“Questa espressione significa che dovrà esserlo anche per i componenti delle famiglie coinvolte pensando all’atteggiamento da tenere nei loro confronti nel difficile momento attraversato”. Hanno ricordato i giornalisti. Alla fine, nel rammentare che prossimamente sarà ospite a Brescello Nando Dalla Chiesa per continuare la serie di incontri sulla mafia, è stato citata l’avvio nel mese di gennaio del processo d’appello Aemila che non si terrà più a Reggio Emilia ma in un altra città del Nord, con l’auspicio che in tal modo l’evento possa avere più risonanza mediatica maggiore da parte dei media nazionali.

Rosario Pisani

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