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Una cura sperimentale per
la leucemia grazie alla donazione
testamentaria di Carla Decò

L’importante dono di Carla Decò, per anni insegnante ad Asola, unito a quello di Maria Luisa Scaglia, altra donatrice, ha dato vita al progetto che prende il nome delle due benemerite, che prevede l’utilizzo di due farmaci sperimentali, il Dasatinib e il Blinatumomab.

ASOLA – L’Ail, che lotta contro le leucemie, le ha dedicato un progetto importante e rivoluzionario nel campo medico; l’Airc, che si occupa di ricerca sul cancro, le ha intitolato una targa all’ingresso della sede dell’Istituto di Oncologia Molecolare di Milano; la Lega del Filo d’Oro, che si occupa di bambini e adulti sordociechi, l’ha inserita nel libro dei donatori. La memoria di Carla Decò, così, resterà per sempre e nel modo più nobile.

La donna, residente a Casaloldo ma insegnante di matematica alle scuole medie di Asola, morta nel 2018 a 76 per leucemia, aveva infatti lasciato 900mila euro da disposizioni testamentaria a cinque diverse associazioni: oltre ad Ail, Airc e Lega del Filo d’oro, anche la parrocchia di Casaloldo e l’Opera San Francesco per i più poveri. L’importante dono di Carla Decò, unito a quello di Maria Luisa Scaglia, altra donatrice, ha dato vita al progetto che prende il nome delle due benemerite, che prevede l’utilizzo di due farmaci sperimentali, il Dasatinib e il Blinatumomab: una nuova strada per curare pazienti con Leucemia Acuta Linfoblastica.

Si tratta di farmaci meno invasivi, che infatti vanno a colpire, a differenza della normale chemioterapia, solo le cellule malate. In questo modo le cellule affetta da leucemia più difficilmente possono attaccare il midollo osseo sano. L’Ail ha spiegato, in merito alla donazione che 115mila euro sono andati a sostegno del progetto LAL2116 e circa 140mila a sostegno del progetto LAL2317.

redazione@oglioponews.it

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