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Sloth, un muso un po' così,
il lavoro dei volontari ANPANA
e gli occhi del cuore: adottato!

Oggi Sloth è un cane felice e quel trauma, quella vita precedente, quella paura è solo un brutto ricordo. Si rotola nell'erba, è equilibrato e fiero. E vederne le foto adesso è in fondo la felicità di tutti. Di chi lo ha adottato e di chi con lui ha lavorato per farne il cane che è adesso

CALVATONE – Sloth ha imparato ad essere felice e a vederlo adesso, a casa della famiglia che si è perdutamente innamorata di lui, non si direbbe mai che quel meticcio dal muso un po’ così è lo stesso arrivato qualche anno fa nel canile ANPANA impaurito e scontroso. Era stato recuperato vagante, senza chip, e nonostante i numerosi appelli nessuno lo aveva riconosciuto. Un cane invisibile tra i tanti, troppi, abbandonati sul ciglio della strada. Non conosceva amore, ne le mani umane, ed aveva paura anche delle voci. Reagiva alla paura chiudendosi in se stesso.

Un’asimmetria alla mascella, probabilmente frutto di un trauma quando era ancora un cucciolotto: si poteva solo presumere quello che il piccolo, nato indicativamente nel 2013, aveva passato prima del canile. Ma non è mai stato quello il suo problema: il mondo animale si adatta alle avversità ambientali e fisiche, conservando nel carattere spesso il ricordo delle esperienze traumatiche. Aumentando l’istinto di protezione e pure, purtroppo, a volte la paura di tutto. E di tutti. Come dargli torto. Il mondo è ricco di potenziali bastardi. E non hanno mai quattro zampe, camminano su due.

I primi mesi in canile sono stati durissimi. Sloth aveva deciso di rinchiudersi in un angolo, non si muoveva dalla sua cuccia. Il lavoro dei volontari ANPANA è durato due anni. Due anni di approcci, di piccolissimi passi in avanti, di tentativi di fargli riguadagnare quella fiducia nei due zampe che aveva perso o forse non aveva mai conosciuto. E sono stati duri anche perché Sloth alla fine non lo ‘filava’ nessuno. Lui faceva poco o nulla per farsi piacere, e quel muso un po’ così per gli umani spesso condizionati dall’estetica di certo non lo favoriva. La sua adozione sembrava impossibile. Sino a questa estate quando una famiglia lo ha notato ed ha deciso che quel meticcio era un cane da portarsi via e dentro al cuore.

I volontari ANPANA che avevano lavorato con lui già ne conoscevano le doti. Lo avevano amato sin dal primo istante e non avevano mai perso la speranza. Ma per loro, che il canile lo vivono ogni giorno, in ogni stagione e per 365 giorni l’anno, era molto più semplice vedere con gli occhi più profondi, quelli del cuore.

Oggi Sloth è un cane felice e quel trauma, quella vita precedente, quella paura è solo un brutto ricordo. Si rotola nell’erba, è equilibrato e fiero. E vederne le foto adesso è in fondo la felicità di tutti. Di chi lo ha adottato e di chi con lui ha lavorato per farne il cane che è adesso. Muso storto e spirito da cucciolone. Un cane speciale solo per chi – come la sua nuova famiglia ed i volontari ANPANA – sa guardare con gli occhi del cuore.

N.C.

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