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Cremona-Mantova: addio a
riqualificazione, si va verso
l'autostrada regionale

Prevedibili da domani le reazioni degli ambientalisti, da sempre favorevoli alla soluzione più soft della riqualificazione della statale. E dei pendolari, che vorrebbero vedere al più presto, nero su bianco, l’impegno di Rfi sulla tratta Milano-Cremona-Mantova.

La Regione Lombardia conferma l’impegno a finanziare l’autostrada Cremona Mantova e lo Stato farà la sua parte per garantire la realizzazione delle opere considerate necessarie per migliorare le infrastrutture del sud Lombardia. E’ l’esito dell’incontro svoltosi oggi pomeriggio a Roma presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, tra i sindaci e i presidenti delle province di Cremona e Mantova, Gianluca Galimberti, Rosolino Azzali (vice presidente) Mattia Palazzi e Beniamino Morselli. All’incontro, sollecitato dallo stesso Galimberti lo scorso settembre e propiziato dall’onorevole Luciano Pizzetti, hanno preso parte il ministro Paola de Micheli, i tecnici del Ministero e un dirigente di Regione Lombardia a Roma, in contatto diretto con l’assessore regionale Maria Cristina Terzi.

“Ci rivedremo entro la fine di novembre – afferma il sindaco Galimberti all’uscita dalla riunione – con la conferma di parte di Regione Lombardia del finanziamento dell’autostrada Cremona Mantova, ma anche con l’impegno a costruire un percorso che sia il più possibile parallelo tra la costruzione dell’autostrada e il raddoppio ferroviario Cremona – Mantova, perchè così facendo si può raggiungere una maggiore efficienza dei costi”.

Galimberti ha riscontrato la “massima disponibilità da parte del Ministro a costruire un accordo con la Regione e i territori cremonese – mantovano per stilare l’elenco di opere ritenute necessarie e arrivare così a un piano complessivo di interventi in cui Stato e Regione si impegnino ciascuno per la propria parte, con tempi e scadenze ben precisi. In questo accordo troveranno collocazione anche i due interventi più attesi dal territorio casalasco: nuovo ponte con la sponda parmense e circonvallazione di Casalmaggiore, ma soprattutto importanti opere per il Mantovano, quali la tangenziale del capoluogo e la circonvallazione di Asola. In prospettiva, con scadenze temporali più avanzate, ci potrà essere anche la riqualificazione della Paullese”. Non è chiaro se in questa programmazione ci sarà spazio anche per opere che interessino più da vicino il capoluogo Cremona.

Ora però l’attenzione della politica è tesa a portare a casa un risultato per risolvere l’ultradecennale questione della Cremona Mantova. Con l’incontro di oggi viene abbandonata l’idea della riqualificazione della strada statale e confermata invece la costruzione di un’infrastruttura a pedaggio: la Regione contribuirà con 1,2 miliardi all’opera, da realizzare entro il 2026 anno delle Olimpiadi, che in parte saranno rimborsati sotto forma di pedaggio, in parte saranno sotto forma di investimento. Determinante, per la parte cremonese rappresentata da Galimberti e Azzali, sarà l’impegno da parte dello Stato a sostenere la riqualificazione della tratta ferroviaria Piadena – Cremona, rimasta esclusa dall’ultimo piano di Rfi (a vantaggio invece della Piadena – Mantova).

Un accordo su cui tutti e due i soggetti istituzionali – Stato e Regione – oggi si sono trovati in sintonia  e che verrà ulteriormente definito in un altro incontro programmato entro la fine di novembre. “A noi – conclude Galimberti – sembra che ci sia una bella disponibilità da parte di Ministero e di Regione e sono soddisfatto. Dall’incontro di oggi esce la volontà di un accordo generale che corrisponde ad una visione strategica del territorio, individuando chi fa cosa, in quanto tempo, e confermando le disponibilità economiche annunciate. Il collegamento veloce Cremona Mantova ha un interesse sovra-locale, è un corridoio sovranazionale importante per connettere Milano al Brennero, via Cremona”.

Prevedibili da domani le reazioni degli ambientalisti, da sempre favorevoli alla soluzione più soft della riqualificazione della statale. E dei pendolari, che vorrebbero vedere al più presto, nero su bianco, l’impegno di Rfi sulla tratta Milano-Cremona-Mantova. Di questa idea era anche l’ex ministro Toninelli; poi col cambio di governo c’è stato anche il cambio di rotta. Vero banco di prova per la realizzazione dell’opera sarà comunque il bilancio della Regione: qui dovranno figurare i primi stanziamenti per dare il via libera, e si parla di 700 milioni, tanto per cominciare: una cifra che potrebbe risucchiare l’intera disponibilità regionale sulle infrastrutture.

g.biagi

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