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Giulio Stradiotti 'al dutur'. Cento
anni fa nasceva il medico di
Martignana. Una vita per gli altri

"Era specializzato in pediatria, ed ogni volta che un bambino stava male, o una ragazzina troppo giovane restava incinta, o quando a restare incinta era una donna anziana con tanti problemi lui piangeva. Faceva parte della sua umanità"

MARTIGNANA PO – Era un giorno di novembre di 100 anni fa quando veniva alla luce Giulio Stradiotti, indimenticato medico e persona fortemente impegnata nell’ambito politico e sociale della sua città. Esattamente l’11 novembre del 1919. Si era da un anno chiusa la sanguinosa esperienza della prima guerra mondiale alla quale ogni comune d’Italia aveva pagato il proprio contributo in termini di vite umane.

Giulio Stradiotti aveva avuto la fortuna di poter studiare. Era nato a Scandolara, ma fu medico condotto di Martignana di Po e specialista in pediatria. E Martignana diventò ben presto la sua terra. Molti ancora ricordano la competenza e umanità nella sua professione, bambini di allora ora adulti in tutto l’ambito casalasco viadanese si ricordano del ‘dutur stradiot’. Ne aveva salvate tante di vite, ed era entrato in tante case. Tra i più anziani a Martignana c’è ancora il mito del ‘dutur’. E non serve ricordarne il nome per tanti che ancora, a 30 anni dalla scomparsa (morì il 24 marzo del 1988) ne ricordano le gesta. Era il dottore per antonomasia.

“Era di un’umanità immensa nella sua professione – ricorda Luigi Briselli – e non c’è persona di Martignana che possa dire di non esere stata seguita sino in fondo. Era medico condotto, ma ogni volta che un suo paziente doveva affrontare in Oglio Po un’operazione lui andava in sala operatoria a seguire di persona l’intervento chirurgico. Fu così anche per mio fratello. Accorreva sempre al capezzale dei malati ogni volta che veniva chiamato”.

Per quanto riguarda la professione medica Briselli racconta un altro aneddoto del dottore: “Era specializzato in pediatria, ed ogni volta che un bambino stava male, o una ragazzina troppo giovane restava incinta, o quando a restare incinta era una donna anziana con tanti problemi lui piangeva. Faceva parte della sua umanità”.

Anche Antonio Vezzosi ne parla come di una persona estremamente profonda e di spiccate capacità in ambito medico: “Aveva lavorato in ambito ospedaliero – spiega Vezzosi, pure lui medico – e quando si trattò di fare il concorso per primario arrivò secondo. Allora vigeva la regola che il medico interno che concorreva e non vinceva il primariato doveva poi esercitare fuori dall’ospedale. Così fu, e fu una fortuna per i suoi tantissimi pazienti. Era un pediatra a quei tempi all’avanguardia, nell’ambulatorio di Martignana visitava almeno una 20ina di bambini al giorno. Aveva piccoli pazienti da Cingia de Botti a Marcaria. Era all’avanguardia anche perché aveva dotato il suo ambulatorio di una ricetrasmittente con cui si teneva in contatto con l’ampio territorio di riferimento. Un bravissimo pediatra che aveva dalla sua una enorme esperienza ospedaliera. Ha esercitato, a memoria, per una 30ina d’anni sempre con estrema forza. Nell’ultimo periodo dell’attività, con il calo delle nascite, mi diceva spesso che avrebbe dovuto fare il dietologo. Allora cominciava a diffondersi la cura del corpo ed il benessere”. Si era agli albori ma il dottor Giulio aveva e da sempre saputo vedere avanti.

Pur credente, da socialista, ebbe una fortissima concezione laica dello Stato. Il pensiero che lo animò sempre fu quello di chi si vedeva impegnato per far crescere la propria comunità. “Aveva forte – aggiunge Briselli – la convinzione che si dovesse lavorare tutti insieme per il paese. Conservo un bellissimo ricordo di un uomo sempre attivo, sempre animato dallo spirito del fare”.

Fortemente impegnato nella comunità Martignanese, con lui a Martignana di Po è nata la prima Pro-Loco, il Circolo Fotocine (nel cui ambito si scoprirono le doti e la passione di Luigi Briselli fotografo ormai di fama nazionale), e il Circolo S.O.S. che era un gruppo di persone che nel tempo libero costruiva ausili e carrozzine per i disabili del paese. Fu anche tra i fondatori e promotori dell’AVIS locale. Insieme a Vanda Balestreri, Ermanno Felicetti ed Enore Soldi aveva fondato il giornale del paese, ‘Risveglio’: “Lo aveva voluto fortemente – aggiunge Antonio Vezzosi che di quel gruppo faceva parte – e quella esperienza durò 10 anni. Gli articoli raccontavano la vita di paese ed i suoi problemi. Ma non solo. Aveva fatto nascere l’AVIS di Martignana che allora contava numerosi iscritti. Non si è mi accontentato del suo lavoro, la spinta a valorizzare il suo paese in lui era fortissima”.

La fotografia era un’altra delle sue passioni. “Da quel fotocine – conclude Vezzosi – oltre alle numerose iniziative vennero fuori fotografi come Luigi Briselli e Costantino Ressi”

“Quando siamo partiti con il circolo fotografico – aggiunge Luigi Briselli – ogni due anni organizzavamo una biennale di fotografia all’interno delle scuole elementari. Abbiamo portato a Martignana fotografi come Fulvio Roiter, Antonio Persico, Carlo Bavagnoli, Antonio Leoni e Angelo Cozzi. Amava fotografare il passaggio del tempo nel suo comune, testimoniare con le sue foto quello che accadeva alle costruzioni. Insegne, scritte sui muri. Noi eravamo giovani quando nacque il Fotocine a Martignana, ma lui aveva sempre un occhio di riguardo per i fotografi. Partimmo con mostre di fotografi famosi, ma quello che ci chiedeva, ogni volta, era di accrescere le nostre foto all’interno delle mostre. Aveva tante idee, e lavorava per portarle a termine”.

Aveva pure collaborato, essendo un mediatore, con il Comune dell’allora Sindaco Dott. Domenico Fazzi e la parrocchia del Parroco Don Giuseppe Mori facendo diventare Martignana in quegli anni una comunità, una realtà viva dove è cresciuto lo spirito del volontariato. Un rapporto fortissimo quello che lo ha legato all’ex sindaco di Martignana Domenico Fazzi: “Ho un ricordo molto bello di lui, un ricordo estremamente positivo sia nella sfera pubblica che a livello personale. Per tutto il periodo in cui sono stato sindaco mi ha dato una mano. Fu promotore di diverse iniziative e su quelle che organizzavano altri era sempre disposto ad impegnarsi. Sapevo che su di lui potevo contare. Era stato promotore dei gemellaggi con le altre Martignana o Martiniana d’Italia”.

“Oltre che un bravissimo medico era una persona che amava infinitamente il suo paese, in maniera disinteressata. Ed era una persona, un amico, estremamente schietto. Da sindaco mi è sempre stato d’aiuto. Se qualcosa non gli andava, me lo diceva apertamente. E’ sempre stato prodigo di consigli, franco e schietto. Amava Martignana ed è questo che ricordo di lui in maniera più forte”.

La sua Martignana di Po gli ha poi dedicato la scuola. Una dedica speciale ad una persona speciale, ‘al dutur’ che per il comune aveva fatto tantissimo. “Nessuna dedica fu più meritata – conclude l’ex primo cittadino Fazzi – persone come lui se ne trovano sempre meno. Persone che sanno voler bene alla comunità in cui vivono”. Per la sua comunità il medico ha davvero dato tutto. Ora a portare avanti quel ricordo oltre agli amici ed oltre agli anziani che lo nominano ancora a distanza di 30 anni, il figlio Maurizio, impegnato con la Protezione Civile. L’aspetto genetico, evidentemente, non è solo una formula su carta.

Nei prossimi mesi verranno studiate iniziative per celebrarne la figura “Ho un vasto archivio di tutto il suo materiale” conferma il figlio Maurizio. Diapositive, foto catalogate, documenti, i vecchi numeri del giornalino, locandine: un fiume di ricordi. Il racconto di una piccola comunità, quella di Martignana Po.

Ci sono persone che danno lustro ad una comunità. Oggi – a 100 anni dalla nascita – se ne ricorda una che ha fatto la storia. Il dottor Giulio Stradiotti. Al ‘dutur’ per sempre, per tutta Martignana.

Nazzareno Condina

 

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