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Cambia la norma per
le aziende bio: ritorna
la pratica del sovescio

Nella bozza di decreto legge dunque si precisa che il sovescio potrà tornare ad essere utilizzato per le colture seminative, orticole non specializzate e specializzate, i cereali autunno- vernini e il pomodoro in ambiente protetto.

Buone notizie per le aziende agricole biologiche, che grazie agli sforzi sindacali di Confagricoltura potranno tornare ad utilizzare il sovescio (pratica agronomica consistente nell’interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno) come coltura intercalare: «L’eliminazione di tale possibilità dalla precedente normativa nazionale, risalente a luglio 2018 – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – aveva gettato nell’incertezza molte aziende bio, oltre ad essere un provvedimento contrario alla normativa europea per il settore. Il Ministero per le Politiche Agricole ha fatto chiarezza dunque, ripristinando di fatto le normali rotazioni colturali previste dall’agricoltura biologica».

Nella bozza di decreto legge dunque si precisa che il sovescio potrà tornare ad essere utilizzato per le colture seminative, orticole non specializzate e specializzate, i cereali autunno- vernini e il pomodoro in ambiente protetto. Si chiarisce inoltre che “il ciclo colturale destinato al sovescio deve prevedere la coltivazione di una leguminosa, in purezza o in miscuglio. Il ciclo colturale del sovescio deve raggiungere la fase fenologica di inizio fioritura prima di essere distrutto”. «La nuova normativa finalmente ci dà ragione – conclude l’associazione di via Luca Fancelli – e interrompe un’operazione di danneggiamento nei confronti delle aziende biologiche a seminativo. Auspichiamo possa essere convertita in legge definitivamente».

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