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Il cuore di Artù ha cessato
di battere. Il tempo, quando
poi non serve più...

E' morto, questo pomeriggio, senza accorgersene. Addormentato dai veterinari mentre la morte calava anche nei cuori di tanti volontari che in questo anno avevano imparato a volergli bene. Aveva preso tempo Artù, oggi quel tempo lo ha lasciato per sempre

CALVATONE – A 13 anni ha cessato di vivere Artù, il segugio.

Aveva preso tempo Artù. Fratello più vecchio di una coppia di segugi inseparabili arrivati insieme in canile a Calvatone un anno fa. Aveva preso tempo, perchè c’era il fratello insieme a lui, Lampo, che ha trovato famiglia solo qualche giorno fa. Mi piace pensare che abbia lottato sino a che ha potuto e sino a quando era necessario non lasciare Lampo da solo, ad attendere tra le sbarre di un box.

Aveva preso tempo, nonostante intervallasse periodi di box a visita e clinica veterinaria. Le sue condizioni di salute non sono mai state buone. Erano quelle di un cane che aveva vissuto – non benissimo – in una sorta di spazio chiamato casa curato (e non troppo) da un padrone che un anno fa era venuto a mancare. Dopo la partenza di Lampo il tempo non gli serviva più. Lo aveva già vissuto e, nell’ultimo anno, aveva conosciuto mani e carezze, cuori giganti che lo coccolavano e lo seguivano. Volontari ANPANA silenziosi che si occupavano di lui. Aveva conosciuto un po’ di serenità, nonostante tutto.

Il tempo ormai non gli serviva più. Dopo la partenza, pochi giorni fa, di Lampo, ha mollato la lotta contro gli acciacchi e contro il tumore ormai diffuso. Aveva smesso di mangiare, di alzarsi. Stamattina la visita nella clinica veterinaria non aveva dato adito ad alcuna speranza. Acqua nei polmoni, fatica a respirare, inappetenza e due tumori sopra al cuore e al fegato che lo facevano soffrire. Li aveva anche prima, e sino che ha potuto ha lottato. Sin che la vita ha avuto un senso – in genere ce l’ha sempre ma con la presenza di Lampo ancor di più – c’è stato modo di viverla.

Nel pomeriggio – su consiglio del veterinario e dopo attenti esami – è stato addormentato. Una decisione difficile da prendere, ma l’unica possibile perché la sofferenza sarebbe solo aumentata ed il tumore in metastasi non gli avrebbe lasciato scampo. Hanno sperato sino all’ultimo i volontari, tutti, che vi potessero essere ancora giorni da potergli dedicare e nel miracolo più grande. Quello di fargli conoscere un divano ed una famiglia, carezze e amore in una casa tutta sua. Nessuno di questi miracoli ha conosciuto Artù.

E’ morto, questo pomeriggio, senza accorgersene. Addormentato dai veterinari mentre la morte calava anche nei cuori di tanti volontari che in questo anno avevano imparato a volergli bene. Aveva preso tempo Artù, oggi quel tempo lo ha lasciato per sempre. Non gli serviva più.

Ora non so dove i cani vadano a dormire in eterno, in quale paradiso, se un paradiso esiste, trovino poi pace. Artù è adesso re del silenzio, parte di quella luce che si nutre dell’energia che torna all’origine. Ma mi piace pensarlo a correre ora e – di tanto in tanto – a vegliare nell’ombra su Lampo e sui suoi familiari. Riposa in pace Artù. Il tuo tempo tanto sai, quello che hai lasciato a scorrere, ce lo portiamo dentro…

N.C.

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