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Pobic per il popolo Kurdo:
incontro a Calvatone col
portavoce Yilmaz Orkan

"Nelle scorse settimane – afferma il responsabile relazioni istituzionali Pobic Franco Bordo - la Pobic ha mostrato la sua disponibiltà ad azioni concrete a sostegno della popolazione kurda, ancora una volta provata da un'aggressione militare".
Nella foto Yilmaz Orkan e il piccolo Salim

CALVATONE – La tragedia del popolo curdo abbandonato alla mercé delle rivendicazioni territoriali dei turchi sta emozionando i cittadini del mondo, che non si spiegano come un popolo, che abbia avuto un ruolo così importante nell’arrestare il fondamentalismo islamico, debba essere ripagato con l’indifferenza che suona a condanna. Non che i curdi si siano sorpresi più di tanto di tale irriconoscenza: da secoli vanno alla ricerca di una terra promessa che rimane sempre tale.

I cittadini casalaschi hanno l’opportunità di fare arrivare il loro messaggio di vicinanza ai curdi proprio sabato mattina, quando a Calvatone sarà presente il portavoce nazionale dell’Ufficio Informazione del Kurdistan in Italia, Yilmaz Orkan. L’incontro con quello che di fatto è l’esponente principale dei curdi in Italia avverrà sabato 23 novembre alle ore 11.15 alla Zanzarina d’Oro di Calvatone. Non è un caso che si tratti del locale che ospita la sede dell’Associazione Pobic onlus, che organizza l’evento. L’incontro con Yilmaz Orkan è aperto al pubblico.

«Nelle scorse settimane – afferma il responsabile relazioni istituzionali Pobic Franco Bordo – la Pobic ha mostrato la sua disponibiltà ad azioni concrete a sostegno della popolazione kurda, ancora una volta provata da un’aggressione militare e costretta ad un esodo dai territori in cui aveva iniziato ad autorganizzarsi. L’incontro è finalizzato a verificare la fattibilità di un Progetto di Cooperazione rivolto in modo particolare ai bimbi kurdi, come già recentemente successo con il piccolo Salim, profugo kurdo, operato in Italia grazie all’intervento dell’Associazione».

Della vicenda di Salim si era ampiamente scritto lo scorso mese di marzo, raccontando la storia della sua famiglia fuggita dal Kurdistan iracheno per sottrarsi alle violeze dell’Isis e riparatasi in un campo profughi in Iraq. Pobic riuscì allora a portarlo in Italia, accompagnato dalla madre Kwestan, in quanto Salim necessitava di un intervento al cuore, cui è stato sottoposto con successo al Gaslini di Genova.

I due sono poi tornati nel campo profughi iracheno, dove la situazione è tutt’altro che agevole ma perlomeno non drammatica come quella che la famiglia ha lasciato, assieme alla propria casa e ai propri averi, nel luogo di origine, ormai distrutto dal conflitto. «Il presidente Orkan – conclude Bordo – terrà un’incontro sulla situazione politica e militare del Rojava, sul contesto geopolitico dell’area, Turchia e Siria del nord in modo particolare. Anche questo incontro vuole essere un nostro contributo a sostegno della causa del popolo Kurdo».

V.R.

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