Cronaca
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Processo Zani, ascoltati i RIS e i vigili del fuoco: nessuna traccia di combustibile nella casa

Tutte le testimonianza dei tecnici hanno confermato di non avere trovato tracce di acceleranti, come benzina o altro che possano aver contribuito a far sviluppare più rapidamente il fuoco

MANTOVA – E’ proseguito questa mattina a Mantova il processo contro Gianfranco Zani, l’artigiano originario di Casalmaggiore, accusato di aver appiccato il fuoco nella casa di Ponteterra all’interno della quale mori per asfissia il figlio Marco di 11 anni.

L’udienza, basata principalmente sulle testimonianze di Carabinieri e Vigili del Fuoco intervenuti quel drammatico pomeriggio del 22 novembre dello scorso anno, ha avuto un momento di forte drammaticità e angoscia quando il medico legale, una dottoressa di Verona, che aveva avuto l’incarico di eseguire l’esame autoptico certificante il decesso per il monossido di carbonio inalato, ha proiettato sullo schermo le diapositive con il corpicino già cadavere sul lettino dell’ospedale.

Nei momenti antecedenti,prima la mamma Sofia Jotikova e subito dopo il padre, Gianfranco Zani hanno chiesto alla Corte di poter lasciare momentaneamente l’aula d’Assise per evitare di rivedere quelle immagini strazianti. La donna si è accomodata all’esterno assieme al suo legale avvocato Rachele Cerbiatto mentre allo Zani sono state rimesse le manette e portato nell’apposita saletta. Il resto dell’udienza come si diceva, ha visto la testimonianza di esperti dei Ris di Parma e dei Vigili del Fuoco, tra cui Andrea Foggetti di Milano specialista nella ricerca di elementi utili all’indagini nei casi di incendi in abitazioni, che in 25 anni di carriera ha dichiarato di averne visti circa un migliaio.

Tutte le testimonianza dei tecnici hanno confermato di non avere trovato tracce di acceleranti, come benzina o altro che possano aver contribuito a far sviluppare più rapidamente il fuoco. Fiamme attecchite nell’armadio della camera da letto coinvolgendo vestiti e altri indumenti con un fumo che alla fine si è propagato nella stanza dove stava il piccolo Marco trovato in fin di vita rannicchiato sul davanzale della finestra.

Tra i Carabinieri sentiti anche un militare appartenente alla stazione di Bozzolo il quale ha confermato di essere intervenuto in precedenza nella casa di Via Tasso a Ponteterra perchè chiamato dallo stesso Zani che accusava la moglie di abbandono di figli minori.

Il carabiniere ha testimoniato di aver incontrato davanti l’abitazione solo il capofamiglia senza traccia dei figli e neppure della mamma. Riferita poi la sussistenza di tracce di ipotetiche collisioni tra la Dacia Duster della consorte e il Ford Transit del marito in occasione di diverbi o tensioni lungo la strada.

Varie volte la legale di Zani, Laura Ferraboschi è stata interrotta dal presidente del Tribunale Enzo Rosina per domande di cui si era avuta risposta o perchè formulate dopo il tempo consentito. Dopo una breve pausa Enzo Rosina ha convocato davanti a se l’imputato per chiedergli se aveva intenzione di rilasciare qualche dichiarazione. Al che Zani ha risposto che si avvaleva della facoltà di non rispondere. Già fissate le due prossime udienze il 2 e il 9 dicembre per l’ascolto di altri testimoni.

Rosario Pisani

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