Commenta

Una piena lenta, quasi al culmine,
che può essere salvezza o
castigo: ora sta agli argini

Aipo ha dato una nuova stima ossia 7.10. Tuttavia alle ore 6.50 una nuova rilevazione di 6.96, inferiore di due centimetri a quella precedente, fa sperare che sia iniziata la lunga discesa, senza superare lo sbarramento virtuale dei 7 metri.

Per parafrasare Mario Brega, e con un parallelo cinematografico, questa piena “pò esse fero o pò esse piuma” (può essere ferro o può essere piuma). Lenta e, proprio per questo, nell’immediato benedetta. Ma forse maledetta a lungo termine. Come previsto, si gioca tutto su questione di pochi centimetri. Ma bisogna anche dire che Aipo, che ha azzeccato quasi tutto, forse ha sbagliato per eccesso il livello, il che è un bene. Alle ore 6 di mercoledì mattina, quando il colmo della piena del Po è previsto a Casalmaggiore, il Grande Fiume non ha ancora superato i 7 metri: alle ore 6.20 di mercoledì il livello è di 6.98. Durante la notte vi è stato un momento di calma piatta, addirittura di lieve calo, col livello passato ad esempio da 6.90 a 6.85 tra le ore 22.20 e le 22.50 di martedì. Poi la lenta ascesa del livello, comunque contenuta almeno per il momento. Il Po cresce piano e presto dovrebbe assestarsi: Aipo ha dato una nuova stima ossia 7.10, il che renderebbe questa piena di poco inferiore a quella del 2014, contrariamente alle previsioni. Tuttavia alle ore 6.50 di mercoledì una nuova rilevazione di 6.96, inferiore di due centimetri a quella precedente, fa sperare che sia iniziata la lunga discesa, senza superare lo sbarramento virtuale dei 7 metri.

Sin qui tutto bene. Ma c’è un però: il fatto che la piena sia lenta, infatti, mette a dura prova gli argini, in particolari quelli comprensoriali, ossia la barriera posta prima dell’argine maestro. Da fuori c’è chi consiglia di sacrificare le golene chiuse per lasciare sfogare la piena. Se però la misura sarà davvero quella prevista, o addirittura inferiore, allora vale la pena tentare di salvare il più possibile, golena chiusa e argine comprensoriale inclusi. La piena, proprio perché lenta, è meno “travolgente” del previsto. Ora starà alla tenuta degli argini, con gli splendidi uomini e donne della Protezione Civile (nessun gruppo escluso) che hanno messo sacchi di sabbia per contrastare il fiume centimetro dopo centimetro. Senza scordare il X Reggimento Genio Guastatori della Caserma Col di Lana di Cremona, pronto ad ogni evenienza e che ha trascorso la notte tra martedì e mercoledì a Casalmaggiore.

L’apertura di fontanazzi è un rischio concreto, perché più l’acqua rimane a contatto, più può fare danni. Ecco perché la piena lunga e lenta è al contempo benedetta, essendosi diluita e contribuendo a non alzare eccessivamente il livello dell’acqua, e maledetta, proprio perché ora gli argini devono tenere. Va giustamente rimarcato che rispetto alla piena storica del 2000 o del 1994 (e pure del 2014, più vicina nel tempo) sono passati anni e le strutture, là dove non sono state rinforzate, potrebbero fare più fatica, anche se il discorso vale più che altro per i ponti: da qui la chiusura del Dosolo-Guastalla e del Viadana-Boretto. La prudenza, visto quello che succede in altre parti d’Italia, non è mai troppa: e per un territorio che ha passato 21 mesi senza un ponte fondamentale – quello di Casalmaggiore, che adesso però resta aperto -, stringere i denti per 48 ore non deve essere visto come un castigo, questa volta.

Da segnalare, oltre alle ronde notturne a Casalmaggiore, Martignana di Po e Gussola (ne parliamo in un articolo a parte dedicato proprio alla nottata dei volontari), il lavoro svolto a Dosolo, evidenziato dal sindaco Pietro Bortolotti: “Un ringraziamento alla Protezione Civile Oglio Po – ha scritto – per l’intervento di telonatura della sommità arginale a Correggioverde di Dosolo e per l’opera di monitoraggio costante. Al fine di aiutare il lavoro dei volontari è stata emessa ordinanza di divieto di transito ai veicoli sulle sommità arginali che chiediamo di rispettare”. Un grazie condiviso da tutta la popolazione comprensoriale ed esteso a tutti i gruppi di volontari al lavoro, nessuno escluso.

Giovanni Gardani

© Riproduzione riservata
Commenti