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Bozzolo, partite le
conferenze sull'immigrazione
con Franco Valenti

Occorre insistere con questo metodo senza tuttavia continuare a pensare che il 9 per cento di stranieri presenti in Italia e lo 0,3 per mille dei richiedenti asilo, possa rappresentare una calamità per il nostro Paese

BOZZOLO – La Parrocchia di Bozzolo intende affrontare il problema dell’immigrazione attraverso incontri con eminenti relatori che si alterneranno tutti i giovedi nel salone del locale Oratorio allo scopo di comprendere meglio il complesso fenomeno.

Il primo appuntamento si è tenuto ieri sera con Franco Valenti, dirigente del Comune di Brescia e grande esperto in materia. Lo ha introdotto il parroco don Luigi Pisani il quale ha spiegato che sullo stesso argomento verranno a parlare nell’ordine don Antonio Pezzetti già direttore della Caritas di Cremona (giovedi 5 dicembre) Paolo Bergamaschi da anni impegnato presso il Parlamento europeo (giovedi 12 dicembre) e don Maurizio Ghilardi incaricato diocesano per la pastorale delle migrazioni (giovedi 19 dicembre).

Partendo dalla considerazione che anche noi italiani siamo stati a lungo immigrati per cercare lavoro in Francia, Svizzera, Belgio per non parlare di Argentina, Brasile e Stati Uniti, il professor Valenti (laureato in Morale sociale alla Facoltà teologica di Friburgo) ha ricordato che l’accoglienza verso lo straniero rappresenta il settimo pass-partour per entrare in paradiso, secondo le indicazioni evangeliche.

Aggiungendo che l’appartenenza e il possesso di un territorio non sono sempre attribuibili automaticamente. Aggiungendo come nell’antica Atene ad esempio si applicasse lo “Ius soli” per i nati in quella città. Si è poi passati alla conoscenza delle cifre riferendo che nel 2018 ben 272 milioni di persone si sono spostate nel mondo spiegando che la gran parte è rimasta nelle aree più povere del Pianeta facendo l’esempio di Pakistan, Iran, Libano, Turchia.

Un fenomeno confermato dalla presenza di marchi di moda che in Bangladesh ad esempio concentrano la produzioni senza portare nessuna ricchezza a quelle popolazioni. “In sostanza l’Europa ne è rimasta indenne in quanto la massa migrante rimane principalmente nelle zone dove ci sono i problemi” ha sottolineato il relatore invitando a leggere bene i dati aggiungendo che non si deve quindi ritenere “l’Italia l’imbuto della povertà universale”.

Franco Valenti ha poi parlato del continente Africano depredato delle proprie risorse e superato per numero di popolazione dalla stessa Cina che adesso proprio li cerca la propria espansione. “L’Italia sta facendo la propria parte con i sei miliardi di euro distribuiti a favore di centomila famiglie contro i circa 39 milioni versati dall’Europa”.

Occorre insistere con questo metodo senza tuttavia continuare a pensare che il 9 per cento di stranieri presenti in Italia e lo 0,3 per mille dei richiedenti asilo, possa rappresentare una calamità per il nostro Paese. Anche perchè, come sostenuto dall’ex presidente dell Inps Tito Boeri, questa gente che lavora da noi consente di formare i contributi per le pensioni di domani.

Rosario Pisani

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