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Cercano la Protezione Civile
per la piena, ma il numero indicato
è di un privato: la beffa e il disagio

Come mai sta accadendo ciò? Semplicemente perché il padre della donna è stato presidente della Protezione Civile fino all'ottobre 2016. Da allora ad oggi tuttavia sono già passati altri tre presidenti, ma non sono mai stati aggiornati i numeri di telefono.

VIADANA – Una serie innumerevole di telefonate, durante i giorni della piena del fiume Po. Anche nel cuore della notte: tutto normale se si trattasse di chiamate dirette alla Protezione Civile, ma in quel caso il numero contattato era quello di un privato, che ha così vissuto un grande disagio. Per un disguido molto semplice da superare, con maggiore attenzione.

Accade a Viadana, pieno comprensorio Oglio Po e una delle località interessate dalla piena del Grande Fiume. A raccontarla su Facebook è la sfortunata protagonista, che s’è vista subissare di telefonate durante i giorni di piena. Una nota polemica, la sua, su Facebook: “Io e la mia famiglia vogliamo ringraziare vivamente il Comune di Viadana – ha scritto la donna nei giorni scorsi, proprio durante la piena, con tono polemico e amara ironia – che da lunedì ha fatto sì che giorno e notte noi ricevessimo telefonate da cittadini e persone preoccupate per chiedere alla Protezione Civile Oglio Po informazioni inerenti alla situazione della piena del Po e dell’Oglio e della chiusura dei ponti. Sono tre notti che non riusciamo a dormire, in quanto iniziano ad arrivare telefonate già alle 5 della mattina e proseguono fino a tarda serata. E non sto parlando di 4 o 5 telefonate, ma anche di una cinquantina al giorno (e non esagero), persino da gente del sud che ha parenti nel viadanese e, preoccupata, vuole sapere com’era realmente la situazione”.

Come mai sta accadendo ciò? Semplicemente perché il padre della donna è stato presidente della Protezione Civile fino all’ottobre 2016. Da allora ad oggi tuttavia sono già passati altri tre presidenti, ma non sono mai stati aggiornati i numeri di telefono di riferimento sul sito del Comune, nonostante lo stesso portale sia stato aggiornato e nonostante vari solleciti. “In questi tre anni – conclude la donna – non è la prima volta che riceviamo telefonate di persone che cercano questa associazione e ci dicono di aver trovato il numero sul sito del Comune. Spero che dopo questo mio sfogo pubblico qualcosa cambi. Altrimenti saremo pronti a prendere ulteriori provvedimenti in quanto, al di là del nostro disagio, riteniamo giusto che su un sito istituzionale i cittadini debbano trovare informazioni corrette”.

Giovanni Gardani 

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