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ColtivaCorti, allo IAL il premio
della giuria. Ma sono otto in
tutto i riconoscimenti assegnati

Al Teatro Comunale sono stati premiati i lavori della scuole, che hanno rappresentato una novità non in senso assoluto - i cortometraggi degli istituti scolastici avevano già una sezione dedicata nelle precedenti edizioni - ma come sviluppo del concorso e del regolamento.

CASALMAGGIORE – Sei premi e due targhe speciali. E un’orizzonte che, per dirla con Paolo Bianchini, regista romano di Alveare Cinema legato a Casalmaggiore e ai Genitori Instabili da parecchi anni, deve diventare da nazionale a internazionale. Si è chiuso con questo auspicio, sabato sera, il Festival ColtivaCorti Diretti, organizzato per la terza edizione, la più lunga e itinerante di tutte, avendo toccato da giugno fino a sabato sera Commessaggio, Pomponesco, Sabbioneta e, appunto, Casalmaggiore.

Al Teatro Comunale sono stati premiati i lavori della scuole, che hanno rappresentato una novità non in senso assoluto – i cortometraggi degli istituti scolastici avevano già una sezione dedicata nelle precedenti edizioni – ma come sviluppo del concorso e del regolamento. Anche per questo i dodici cortometraggi finalisti sono arrivati da tutta Italia, pure da Roma e da Napoli.

Andiamo con ordine: il primo saluto è giunto da Filippo Bongiovanni, sindaco di Casalmaggiore, nella serata presentata da Matteo Uccellini e Giulia Sarzi Amadè. Poi si è passati al premio per il migliore documentario a tema rurale: a vincere, in ex aequo, due opere di Saverio Caracciolo, “I Carbonari” e “La Terracotta”, col regista giunto dalla sua Calabria appositamente per ritirare il premio, con grande soddisfazione. Tra i corti a tema agricolo ha vinto invece “Caco in campo” del regista Michele Barcaro di Brescia, presentatosi sul palco con l’attore Hamadou Diallo e con Davide Bonera della cooperativa sociale Scalabrini Bonomelli, che ha sostenuto il progetto.

Passiamo poi ai lavori delle scuole: il premio della giuria – composta da registi, giornalisti di caratura nazionale e non solo – è stato consegnato dalla presidente di giuria Cinzia Giacchetta e dallo chef Pietro Parisi, per avere esaltato a metà tra documentario e fiction un prodotto tipico del territorio, allo IAL di Viadana con il corto “Un po’ di zucchero con la zucca”; il premio del pubblico invece – con votazione via internet nelle scorse settimane – è andato alla scuola di Viterbo seguita proprio da Paolo Bianchini con il cortometraggio “Sporchiamoci le mani”.

I Genitori Instabili, che assieme ad Alveare Cinema e all’associazione Il Torrazzo di Commessaggio, Slow Food Oglio Po e Distretto Bio Casalasco-Viadanese hanno organizzato il festival, hanno poi voluto consegnare il premio alla memoria di Rosy Schiroli al corto “Scienza e con non scienza” della scuola di Minerbio, provincia di Bologna. E ancora il premio del Kyoto Club, partner della manifestazione, è stato assegnato a “La magia delle piante” dell’istituto di Caivano, Napoli. Infine due targhe speciali a “Il cuoco contadino” della scuola di San Gennaro Vesuviano e al lavoro della casalese Desirèe Rubini assieme al Polo Scolastico Romani di Casalmaggiore con il corto “Discesa sul Po”. E adesso arrivederci al 2020!

Giovanni Gardani

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