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ANPANA, un cane ti cambia
la vita. Quattro storie belle di
adozioni viste da un'altra prospettiva

Sono belle storie quelle raccontate da ANPANA, che da dieci anni opera - e continuerà a farlo sino all'aprile prossimo - a Calvatone. Oltre 160 adozioni solo quest'anno. 160 trovatelli, abbandonati per le più svariate ragioni, che hanno trovato casa

CASALMAGGIORE – C’è sempre una storia da raccontare. E non è solo quella – pur importante – del cane che dal canile esce per incontrare l’amore di chi lo adotta. C’è quella delle persone, della vita che cambia e migliora, proprio grazie a quell’amico in più che entra – e non sempre senza far rumore – nella vita di una famiglia. Sono esseri speciali, è vero, in quanto tali ma anche perché riescono a mutare prospettive, a rendere il presente migliore.

Non si parla solo di pet theraphy. Per capire quella, e cosa significa per le persone in difficoltà aver la possibilità di contare sull’ausilio di un cane, basta leggersi le bellissime storie quotidiane di Jacopo Melio. Lo trovate su facebook “Un animale può far tanto, ed è sempre una cura per lo spirito”. Da tempo Melio appoggia progetti legati alla disabilità e agli amici a quattro zampe. Le storie che da qualche tempo raccontano i volontari ANPANA di Calvatone sono storie più normali, più semplici se vogliamo, che però raccontano proprio di come un cane possa essere cura per lo spirito di chi lo adotta. Una diversa prospettiva insomma, più antropocentrica ma in cui la presenza di un quattrozampe diventa ‘quotidianamente straordinaria’.

Sono belle storie quelle raccontate da ANPANA, che da dieci anni opera – e continuerà a farlo sino all’aprile prossimo – a Calvatone. Oltre 160 adozioni solo quest’anno. 160 trovatelli, abbandonati per le più svariate ragioni, che hanno trovato casa. Almeno 140 famiglie che hanno cambiato la loro storia. Cuccioli, ma pure cani anziani. Giovani coppie, anziani, bambini. Con una vita diversa – appunto – da raccontare.

La coppia di adottanti di Orso

“Sei mesi fa eri al Canile di Calvatone Anpana Onlus a fare la tua vita, e noi, nel fare la nostra, ti abbiamo trovato. Ti sono capitati due padroni inesperti ma entusiasti, sbadati ma pieni di amore. Sei mesi insieme che sembrano poco ma che sono una vita intera, e anche se sembra di averti sempre avuto qui, siamo felici come il primo giorno. Adesso la vita la proseguiamo insieme ed è ancora più bella di prima”, raccontano i due ragazzi che hanno adottato orso.

Smithers col suo compagno a due zampe

“Nell’agosto del 2016 – racconta una famiglia di Piadena – se n’è andata Viola, la nostra meticcia bianca e marrone. Da quel giorno sono passati mesi, prima che decidessimo di riempire nuovamente quel vuoto che Viola aveva lasciato. È così che abbiamo conosciuto la realtà del canile rifugio di Calvatone e i volontari Anpana. Ricordo i serragli, tutti quegli occhi che ci guardavano e i volontari che con pazienza ci hanno descritto uno per uno tutti i loro ospiti, elencando per ognuno peculiarità e difetti, terapie e progressi. La nostra scelta è caduta su Roccia, un Breton bianco e nero con la lingua lunga. Aveva 13 anni e non volevamo fargli passare l’inverno in canile. Roccia ci ha lasciato troppo presto, complice la sua malattia. Ma al di là di questo, quando si trovava all’esterno in cortile sembrava un giovincello di 4 anni! Correva Roccia, come un fulmine! E poi si fermava per farsi coccolare, soprattutto dai miei 3 bambini. Dopo Roccia, le porte del canile, per noi, si sono aperte di nuovo e il primo gennaio del 2017 è arrivato Smithers, 4 anni, nero focato e 20 kg di bontà pura. Ed è in questa occasione che ho anche incontrato Patrizia, uno dei volontari, che ci ha accompagnato anche nel post affido con pazienza, dedizione e amore. Il giorno dell’adozione di Smithy, però, mio matito si è innamorato di altri due occhi, marroni e penetranti, di una cagnolina tutta nera: Nerina! Si era fratturata il bacino perché investita e dopo essere stata curata da anpana ha, dapprima, trovato rifugio in canile e, dopo, a casa nostra. 3 anni, Intelligente, austera e capobranco, una vera lady di ferro. È di pochi giorni fa la nostra ultima adozione e questa volta la nostra scelta è caduta su una cucciola di 3 mesi bianca e marrone. L’abbiamo chiamata Viola. Con la supervisione dei volontari Silvia e Fabio abbiamo sostenuto 2 prove compatibilità con i nostri 2 ragazzi et voilà, Viola è a casa con noi da una settimana. Morde, distrugge, ringhia e abbaia e il suo bersaglio preferito è il povero Smithy!! Ho tre bambini, 3 cani e direi che la mia vita non può essere più completa di così! Adottare un cane ti arricchisce. Io ho trovato tre piccoli tesori che in cambio non danno altro che riconoscenza, amore e, anche, comprensione. Perché come mi capisce Smithy, nessun’altro. Grazie Anpana, per quello che fate tutti i giorni e per quello che date, tutti i giorni”.

La famiglia di nonno Leo e di Rizzo

Poi ci sono Consuelo e Doriana. Amano i cani anziani, pur nella consapevolezza che il loro percorso non sarà lunghissimo. Ma pure questo le aiuta e le rende più forti. “Io ho adottato ben 4 cani in questo Canile. Ne ho persi purtroppo due, Augusto e Marinella per causa di vecchiaia e una malattia cronica che avevano. Ma loro ti stanno vicino prima, durante, dopo, insomma sempre! Una parola di conforto o di coraggiamento non gli mancano mai. E quando andiamo a trovarli con gli ultimi due adottanti che sono ancora qua felicemente con noi, Leo e Rizzo, vi devo dire che è una cosa meravigliosa di come i nostri cagnoloni riconoscano i volontari con feste e coccole come se fossero ancora la loro famiglia, ma loro sono comunque la nostra seconda famiglia”.

Annina e Pam, con Chicco e Tobia

Infine, almeno per il momento, c’è la storia di Annina e Pam. “Oggi voglio raccontarvi di come un cane può cambiare la vita…. Il 2018 è stato un anno duro per me, subito dal primo giorno la salute mi ha abbandonato e messo difronte un conto salato da pagare… Passavano i mesi e aumentato gli interventi e lo sconforto… Insieme a abbiamo deciso di adottare un paio di cagnoloni a distanza al canile di Calvatone, Setter Jack e Pepe, e abbiamo iniziato a portarli fuori. Dopo il primo incontro con Setter Jack il mio cuore si è letteralmente innamorato, non ho dormito perché pensavo a come riuscire a portarlo a casa. La mattina dopo ho detto a Pamela che io a costo di dormire in auto volevo Setter. Anche se un po’ titubante, perché abitiamo in un monocale e avevamo già il terremoto di nome Kikko, mi ha accontentato, perché sapeva che in quel momento mi avrebbe aiutato adottare un cane. Così è stato, abbiamo chiesto al canile di poterlo adottare, e dopo un piccolo percorso di prova compatibilità seguiti da vari volontari ANPANA, abbiamo portato a casa Setter Jack che oggi si chiama Tobia. Da quel giorno ho ricominciato a uscire, a muovermi, a vivere… Da quel giorno la mia vita è cambiata, sono rinata, e ho iniziato anche ad andare a fare la volontaria, e oggi ringrazio il cielo di aver conosciuto un gruppo così bello e di avere la possibilità di condividere momenti con i pelosetti del canile, perché ti migliorano la vita e la giornata…”. Annina e Pamela non si sono fermati a due. La terza, nonna Tina, è stata per loro un’adozione speciale. L’hanno curata e poi portata a casa. E – sentendo loro – la cura più grande l’hanno fatta a loro stesse…

Sono solo quattro esempi, quattro storie di come un cane non sia solo… un cane. E’ qualcosa in più. Qualcosa che – se allargando le braccia – fa del bene a chi ha la fortuna di goderne. Ci sono storie che vanno raccontate. Partono da un cane, da un’adozione. Sono tutti racconti semplici ma importanti. Tutte storie di vita di un presente ed un futuro più lieve. Perché, in fondo, è vero che la vita di un quattrozampe migliora quando può godere della casa e della famiglia giusta. Ma a migliorare – in maniera esponenziale e ben più grande – è la vita delle persone. E non importa l’età. L’importante è il cuore, sempre e solo quello.

Nazzareno Condina

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