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'Nuovi legami' nella casa
di riposo Busi. Un'ora di carezze,
simpatia e tenerezza

Di altri, persi in qualche altro dove, non abbiamo colto alcuna reazione. Ma in tanti casi forse il non aver compreso è solo un nostro limite. In quegli occhi, in quelle mani, dietro quell'apparente muro magari qualcuno di loro ha sentito ugualmente

CASALMAGGIORE – Sono raggruppati nei vari spazi in comune. Almeno quelli che possono, anche tramite ausili, condividere ancora qualcosa con gli altri. Anche e solo la presenza, perché per qualcuno – sguardo fisso verso un altro dove – resta quella l’unica comunicazione con l’esterno. Mette sempre un po’ di malinconia la Casa di riposo. Nonostante il personale che, ad ogni piano, non smette di dispensare sorrisi agli ospiti. Nonostante l’assistenza amorevole di tanti familiari. C’è una moglie che assiste il marito su una sedia a rotelle. Lui non è molto presente “Non sente”. Ma guarda e sorride, di certo coglie quella breve nota di colore, di voci, di piccoli cieli leggeri che si intersecano con cieli più pesanti. Un’altra signora è ferma sulla porta della propria stanza. Ha intravvisto i piccoli passare, vestiti da renne e le mamme, tanti piccoli gnomi giganti. Chiede al primo che passa di dargli una mano. “Non riesco, le braccia mi fanno male”. La mano la trova subito, arriva in stanza, guarda quel gruppo insolito di persone e sembra più serena.

Poi c’è la Carla. Uno degli storici personaggi della città. Ex dipendente della Max Mara, ex custode della chiesa di San Francesco, barista per tanto tempo all’oratorio di Santo Stefano. La conoscono tutti e ci riconosce. Parla dei vecchi preti “Li ho conosciuti tutti!” spiega col suo solito piglio. Poi ci prende la mano. “Mi ricordo anche di te”. Che non sono un prete, ma poco importa. Ero uno dei discoli che andava all’oratorio a giocare a pallone, quelli che ogni tanto richiamava all’ordine. E’ di una tenerezza infinita. Si distrae appena i piccoli iniziano a cantare e canta con loro ‘Tu scendi dalle stelle’.

Oggi, poco dopo le 16, alla Casa di Riposo Conte Carlo Busi si sono ritrovate le mamme ed i piccoli della nuova associazione “Nuovi Legami”. E’ formata da mamme e da papà con i loro piccoli, hanno voglia di fare e di impegnarsi nel sociale e farlo come ‘famiglie’. Non più un volontariato singolo, ma un passo in più. Un volontariato ‘collettivo’. Tutto è nato – quasi – per caso.

“Non avremmo mai pensato – ci spiegano – che un semplice ‘Sì’ dato, con una certa inconsapevolezza, per aderire ad un progetto scolastico, avrebbe sortito la nascita di un gruppo di genitori motivati con tante idee e che avrebbe potuto dare origine ad una nuova associazione. Si dice che le cose migliori nascano dalle situazioni più semplici e per noi è stato così. L’esperienza che abbiamo avuto occasione di intraprendere, grazie al progetto Fare Legami, ci ha fatto capire il valore performante del teatro e le potenzialità dell’ambito scolastico, mettendo in risalto il valore delle collaborazioni tra genitori, insegnanti, alunni e famiglie ed entrando nel mondo dei nostri figli attraverso la porticina di Alice!

Quest’ esperienza, che ci ha visto attori insieme ai bambini, ci ha permesso di entrare nel mondo dei ‘piccoli’ in un’ottica diversa e di capire che ‘Fare insieme’ utilizzando, in quel momento, il linguaggio recitato, potesse essere un forte veicolo di messaggi educativi per grandi e piccini. Alla fine di questa prima esperienza ci siamo messi in discussione nel ruolo di genitori e all’unisono abbiamo pensato che sarebbe importante metterci a fianco della scuola per essere dei validi alleati, pensando a nuove iniziative e proponendo insieme nuovi temi da affrontare quali: il tessuto sociale del nostro territorio, la diffusione di messaggi orientati alle buone pratiche come l’uso consapevole dei social Network (tema affrontato nel precedente progetto), la conoscenza e la gestione delle emozioni in relazione anche al tema del bullismo, il rispetto dell’ambiente e la promozione di scelte che facciano il “bene” della comunità sociale in cui siamo inseriti, cercando un dialogo anche con le famiglie.

La scuola e le persone che ne fanno parte diventano quindi preziosi consiglieri di metodi e approcci e idee valide da sviluppare e da progettare. Ciò che ci sta a cuore, e speriamo di incontrare in questo il pensiero di tutti, è il futuro delle nuove generazioni, e la nostra “mission” è di arrivare alla sensibilizzazione di tutte le famiglie che, incontrandoci, possano capire quanto valore abbia spendersi per i propri figli, e per se stessi, in un’età dove questi possano fare tesoro delle esperienze positive vissute.

Crediamo inoltre in una collaborazione attiva con le realtà che ci circondano private e non, al fine di far capire che la forza è fatta dalla condivisione di idee che elaborate con pazienza possono dare grandi eventi che possono essere di tipo informativo, istruttivo, di servizio e di intrattenimento, da qui hanno origine i nostri primi progetti ad oggi in essere. La nostra volontà è trasmettere l’importanza d’instaurare legami nell’intento di condividere momenti divertenti ma anche costruttivi, esilaranti ma anche di grande riflessione. Perché la vita infondo è proprio questo, e il prendersi troppo sul serio non ha mai fatto bene a nessuno”.

Alla Casa di riposo hanno applicato alla lettera il loro credo. Vestite da elfi, vicine ai propri figli vestiti da renne, hanno messo in scena un piccolo balletto. Sono state (le mamme soprattutto) motore trainante. Lo hanno fatto su tutti i piani, in tutti i luoghi ‘comunitari’ in cui si ritrovano gli anziani. Hanno distribuito, insieme ai propri figli, biglietti d’auguri, portato un dolce, scambiato due parole, stretto mani, elargito carezze, cantato e ballato. E lo hanno fatto ‘con loro’. Una lezione – come quelle che si apprendono a scuola – sul come si possa fare qualcosa anche per gli altri e con gli altri. Una lezione data dall’esempio. La migliore maniera per imparare e crescere.

Bravissime mamme, il papà, gli animatori del Busi ed i bambini. Tanti anziani hanno gradito la presenza. Di altri, persi in qualche altro dove, non abbiamo colto alcuna reazione. Ma in tanti casi forse il non aver compreso è solo un nostro limite. In quegli occhi, in quelle mani, dietro quell’apparente muro magari qualcuno di loro ha sentito ugualmente. E dentro ne ha sorriso. E qualche nota, qualche attimo di tenerezza è entrata. Fosse stato anche e solo un brillamento d’un istante, ne sarebbe comunque valsa la pena.

Nazzareno Condina

PS: A tutti coloro che vogliono prendere informazioni in merito alle iniziative di ‘Nuovi Legami’ o vogliono apportare il proprio contributo nel fornire idee e prendervene parte, possono contattare l’associazione sul profilo Fb di Nuovi Legami oppure rivolgersi al numero 3331176253

 

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