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Voto unanime: Liliana Segre
cittadina di Viadana. Dalla maggioranza
solidarietà a Salvini, "vittima di odio"

Il documento pro Segre era stato proposto da tre diversi gruppi (in ordine cronologico le minoranza di Viadana Democratica, poi del Partito Democratico e la maggioranza di Forza Viadana), venendo poi accorpato in un unico punto, stante il tema identico della discussione.

VIADANA – Dopo essersele “date di santa ragione” (dialetticamente, si intende) sulla questione del PalaFarina, maggioranza e minoranza hanno trovato una unità di intenti unanime sulla mozione che ha proposto di concedere la cittadinanza onoraria di Viadana a Liliana Segre. Il documento è passato, come detto, con voto unanime di maggioranza e minoranze.

Va detto che un risultato del genere era atteso, tenendo conto che il documento era stato proposto da tre diversi gruppi (in ordine cronologico le minoranza di Viadana Democratica, poi del Partito Democratico e la maggioranza di Forza Viadana), venendo infine accorpato in un unico punto, stante il tema identico della discussione. Ricordiamo che già l’Anpi Viadana aveva caldeggiato una decisione di questo tipo, esponendosi pubblicamente a favore della concessione della cittadinanza alla senatrice Segre, scampata alla Shoah.

Un altro documento, in questo caso di solidarietà a Matteo Salvini per alcuni attacchi ricevuti, proposto dal gruppo consiliare della Lega di Viadana e letto dai banchi del consiglio dal capogruppo Paolo Conti, è stato invece votato favorevolmente dalla sola maggioranza: di fatto un’espressione di vicinanza al leader leghista, vittima – a detta del Carroccio viadanese – di continue espressioni di odio dalla piazza, sia reale sia virtuale. A questa discussione non hanno partecipato i consiglieri Nicola Federici del Pd, Silvio Perteghella di Viadana Democratica e Dario Anzola de Il Grande Fiume. Sono invece rimasti in aula i consiglieri 5 Stelle, che “utilizzando premesse non esclusivamente subite da Salvini, hanno proposto di emendare la mozione eliminando ogni riferimento specifico a persone specifiche. Non essendo stata accolta la nostra proposta – spiegano i pentastellati – ribadendo la strumentalizzazione del tema, abbiamo espresso parere contrario”.

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