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Piadena, in 100 alla festa
ANPANA. L'ultima legata a
Calvatone, la prima di una nuova era

Momento clou, di altissima commozione di tutti, la lettura della lettera di Elisa, 8 anni, la più giovane tra le volontarie ANPANA, presente con i propri genitori e sempre particolarmente attiva a supporto degli amici a 4 zampe. Una lettera carica di parole dolci.

PIADENA – E’ stata una festa con un briciolo di malinconia, ma anche con tanta speranza nel futuro. Un futuro che vedrà ancora ANPANA protagonista di un progetto molto bello. E’ stata l’ultima ‘festa’ della gestione del Canile di Calvatone. A fine aprile infatti scadrà la convenzione tra la onlus che ha retto le sorti del canile negli ultimi 10 anni e la proprietà dell’area che ha deciso di proseguire diversamente il discorso canile, con una nuova gestione. Le strade si separeranno definitivamente, ognuno andrà per la sua strada.

Venerdì sera, presso l’oratorio di Piadena, si è tenuta la cena di Natale organizzata da ANPANA a sostegno dei progetti a venire e della gestione degli ultimi 4 mesi di canile di Calvatone. Un centinaio le persone che hanno riempito la sala messa a disposizione dalla parrocchia. Straordinarie le cuoche Annina Cler, Pamela Broglio. Brunetta Cremonesi e Cristian che con i due menù, uno vegan e uno normale, hanno deliziato anche i palati più esigenti.

Momento clou, di altissima commozione di tutti, la lettura della lettera di Elisa, 8 anni, la più giovane tra le volontarie ANPANA, presente con i propri genitori e sempre particolarmente attiva a supporto degli amici a 4 zampe. Una lettera carica di parole dolci.

“Ho sempre desiderato un cane – scrive Elisa – ma non posso perché ho due gatte, ma un giorno la mamma mi dice: “E se noi adottassimo un cane a distanza?”. E così fu. Siamo andate al canile e ho adottato Cody. Un giorno la volontaria mi dice che Cody era stato adottato, quindi ho adottato Minù, ma anche lei dopo un po’ è stata adottata allora sono passata a Nikka e anche lei dopo un po’ è stata adottata. Adesso è la volta di Leo, Lola, Nino, Nilo, Akira, Arlo. Che per il momento sono in canile. I ragazzi dell’ANPANA dicono che porto fortuna quindi spero che tutti i cani trovino una famiglia che riesca a gestirli e con tutto il cuore voglio che da oggi in poi non ci siano più cani. Devo dire una cosa, che il canile e i volontari sono diventati i miei adottanti perché quando sono con loro mi sento a casa. Con le loro cure e amore fanno sentire meno soli gli ospiti. E’ per questo che voglio tanto bene alla mia seconda famiglia. Spero che trovino un’altra struttura così potrò aiutarli e stare insieme ai volontari ANPANA. Grazie”.

Al termine della serata, alle 00.30, i volontari ed il direttivo dell’associazione si sono ritrovati a fare il punto della situazione. Rispetto a qualche mese fa ci sono alcune novità, ma è presto per parlarne. ANPANA però – questo è certo – ripartirà con un progetto legato ancora ai cani ma non solo. La tantissima esperienza accumulata dai volontari si legherà a nuovi rapporti con altri partner del volontariato e del privato e pubblico sociale. I numerosissimi attestati di stima nei confronti dei volontari e del loro lavoro dal mondo della politica, delle imprese, e dalle tante persone resesi disponibili ad aiutare ANPANA a ripartire hanno ridato ottimismo. Il lavoro di questi anni si amplierà, e non andrà disperso. E questa è già un’ottima notizia per gli amanti degli animali e per tutto il territorio.

N.C.

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