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1,5 milioni di euro per il
ponte nuovo, ma in attesa
di ANAS non cambia nulla

Lettera scritta da Nicola Scillitani (Io Amo Colorno)

Caro direttore,

27,5 milioni di euro per Parma, per i ponti sul Po e la loro manutenzione. Una bella sommetta non c’è che dire e nel calderone di questi fondi sbloccati del decreto Toninelli, spiccano per noi 1,5 milioni di euro per la progettazione della fattibilità tecnica ed economica del ponte tra Colorno e Casalmaggiore. Pochi denari se pensiamo ai 65 milioni di euro che erano stati elargiti, salvo poi ritirarli per utilizzarli in situazioni secondo l’attuale governo, di “maggiore priorità”. Dopo questa notizia data in pompa magna e a ridosso delle elezioni regionali, non si può far altro che rimanere contenti e ringraziare ugualmente per quanto è stato concesso a noi semplici cittadini che abbiamo sofferto ben due anni di chiusura e patito disagi all’estremo della tollerabilità.

Prima di esprimermi su quanto sopra vorrei fare un piccolo passo indietro. Mi piacerebbe ritornare con la mente a quel triste giorno del 7 settembre 2017, quando venne comunicato come una secchiata di gelida acqua, che il ponte era pericoloso e doveva essere immediatamente chiuso. Da allora per noi non fu più lo stesso. Per raggiungere la Lombardia non ci volevano più 10 minuti di auto, ma quasi un’ora di percorrenza. Chi preferiva usufruire del treno per andare a lavoro o a scuola, incappava nella triste “tratta del rimpianto”, la famosa Parma – Brescia, trovandosi a subire quotidianamente ritardi dei convogli e cancellazioni, soggiornando in carrozze sporche e fatiscenti.
Disabili e persone con difficoltà motorie, in stazione a Colorno, ai binari non ci arrivavano e non ci arrivano tutt’ora, a causa dell’enorme barriera architettonica presente sotto forma di enorme e ripida scala. Ricordo ancora l’infinita tristezza e delusione dei commercianti a ridosso di entrambe le sponde del ponte che tenevano duro nonostante non avessero più alcun cliente, e passavano le giornate a intrecciarsi le dita nella semi oscurità, pur di risparmiare persino qualche euro di luce. Ci sarebbe da scrivere un libro su queste storie, anzi è stato già fatto e tutt’ora lo sto rileggendo per la seconda volta. Si, perché è necessario acquisire consapevolezza del dolore degli altri. L’empatia è fondamentale per comprendere davvero come sono andate le cose.

La situazione peggiorava ogni giorno di più. Il ComitatoTrenoPonteTangenziale sulla sponda lombarda, e il gruppo Amo – Colorno sulla sponda emiliana, non hanno mai smesso di chiedere una mano e di cercare di svegliare le istituzioni e la politica. Amo – Colorno scrisse più volte in regione per chiedere sgravi Irap regionali e aiuti per commercianti e artigiani in estrema difficoltà. Incontrò sindaci e parlamentari, ma tutto continuò a procedere con la tipica italica lentezza, senza supporti materiali al nostro commercio, se non parole di solidarietà e conforto.

Oggi a distanza di due anni, il ponte è aperto, ma di tutela neanche l’ombra. Si parla di sensori di monitoraggio che porteranno anche all’università di Parma, ottimi dati scientifici di studio, ma di sistemi di sanzionamento al fine di dissuadere eventuali trasgressori dei limiti imposti di velocità e peso (la cosa che conta di più), non ve ne sono e forse non ci saranno mai.

Sulla costruzione del ponte nuovo negli ultimi mesi abbiamo assistito a grottesche corse al merito su chi aveva fatto cosa, sui soldi per il nuovo ponte, oggi pronti, domani ritirati, dopodomani nuovamente disponibili. Tutto questo senza il giusto rispetto verso un territorio che stava morendo e che seppur oggi ha ripreso a respirare, rischia di ritrovarsi nella medesima situazione di poco tempo fa.

1,5 milioni di euro per la progettazione della fattibilità tecnica ed economica del nuovo ponte, non esulano la necessità di attendere il subentro di Anas che avrebbe già stanziato i fondi necessari per la costruzione, fin dalla primavera del 2018. Primavera 2018?… Il 2019 è ormai finito e tra poco meno di due settimane si entrerà nel 2020. I tempi saranno pachidermici e intanto il caro vecchio ponte che ci ha tanto bene servito, continuerà ad essere assoggettato al peso eccessivo e sconsiderato dei mezzi pesanti, mentre il servizio ferroviario di trenord continuerà a rimanere da terzo mondo, in stazione a Colorno, un disabile continuerà a non poter prendere il treno e continueranno i vandalismi nella stazione del paese di Maria Luigia e della scuola internazionale di cucina.

Mi pare quindi di non poter gioire come gli amici dei 5 stelle, e come tanti altri. Si dice che bisogna cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma qui io vedo solo un bicchiere che fa acqua da tutte le parti, e perdonate la sincerità, io “vedo” solo tanto silenzio…

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