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Casa di riposo Busi, l'ass.
Arma Aereonautica dona
elettrocardiografo alla memoria di Baroni

La consegna avverrà al termine della festa prevista di Sant'Antonio abate. Un piccolo gesto con il quale l'associazione ha voluto ricordare chi, per tanti anni, ne ha retto in maniera impeccabile le sorti

CASALMAGGIORE – Un elettrocardiografo alla memoria del cavalier Antonio Baroni. Questo quel che riceverà in dono – la consegna è prevista domani verso le 12.30 – la Casa di Riposo Conte Carlo Busi dall’Associazione Arma Aereonautica sezione di Casalmaggiore. Il dono è stato scelto previo accordo con la Casa di riposo che ne aveva necessità. La consegna avverrà alla presenza dei soci e delle figlie (Marina e Morena) del Cavalier Baroni, morto il 28 marzo 2019 alla veneranda età di 96 anni. Il cavaliere era stato per 40 anni il presidente dell’Associazione.

Originario di Trecasali, Baroni era stato, nel periodo della seconda guerra Mondiale in Grecia (4 anni sul fronte greco per lui) partendo da soldato ed arrivando sino al grado di Maresciallo di Seconda Classe. Sfruttando le abilità tecniche che aveva appreso in gioventù, era diventato fondamentale uomo della logistica dei campi. Oltre 100 le missioni nel mediterraneo. Con il procedere della guerra poi, come tanti altri soldati italiani di stanza nella penisola ellenica, era stato  fatto prigioniero e portato in un campo di lavoro in Germania. Era stato per quel che era possibile esserlo più fortunato di tanti altri poiché proprio grazie all’arte dell’errangiarsi e del saper fare, l’abilità di muoversi tra macchine, componendti industriali e motori avevano fatto di lui un ‘prigioniero utile ai tedeschi’.

Raccontava spesso dei piccoli atti di eroismo di quel periodo, delle piccole manomissioni ai proiettili che i prigionieri costruivano per l’esercito tedesco che tra le altre cose avrebbero potuto costargli caro. Piccoli sabotaggi in grado di mettere in difficoltà la balistica. Aveva perso compagni di prigionia, raccontava lui stesso di qualcuno che ogni tanto spariva senza fare più ritorno, ma era riuscito a venirne fuori, anche dai giorni terribili dei bombardamenti alleati sulla Germania quando il rischio di morire – i prigionieri venivano comunque costretti a continuare a lavorare sino all’ultimo istante – era altissimo.

 

Appassionato di motori sino a che le forze glielo avevano consentito, era diventato abilissimo restauratore di moto d’epoca che ricostruiva disegnandone a mano i progetti e poi recuperando i pezzi nei vari mercatini dell’usato. Per tanti anni – 40 appunto – fu presidente dell’associazione Arma Aereonautica, dove ancora ricopriva la carica di presidente onorario sino alla morte. Dalla morte della moglie in poi il lento declino degli anni si era accelerato, sino all’epilogo.

La consegna avverrà al termine della festa prevista di Sant’Antonio abate. Un piccolo gesto con il quale l’associazione ha voluto ricordare chi, per tanti anni, ne ha retto in maniera impeccabile le sorti.

N.C.

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