Ultim'ora
Commenta

Calvatone, altre storie
da raccontare. Titù ed
Erica, amore consapevole

La perdita di un compagno di strada che entra a far parte della famiglia è comunque un lutto. Ma da una tristezza qualche volta può nascere un fiore se solo si è disposti ancora ad aprire le braccia e far spazio nel proprio pezzo di terra

CALVATONE – Proseguono le testimonianze degli adottanti al canile di Calvatone, per tre mesi ancora gestito da ANPANA. Sono tutte testimonianze di amanti degli animali che ringraziano i volontari del canile per averli ‘accompagnati’ nella loro scelta. Son storie a volte anche tristi perché, per chi ama gli animali la perdita di un compagno di strada che entra a far parte della famiglia è comunque un lutto. Ma da una tristezza qualche volta può nascere un fiore se solo si è disposti ancora ad aprire le braccia e far spazio nel proprio pezzo di terra.

Ruby e Pol

La prima storia è quella di Daniela, Gianni, Alessandro e Alice. Loro a Calvatone hanno adottato Ruby e Pol. “Nel giro di nemmeno un anno – scrivono – abbiamo perso due pezzetti dei nostri cuori: prima Kelly e dopo Berni ed è stato devastante! La nostra ‘salvezza’ è stata che già da qualche mese vi avevamo ‘scoperto’ e vi seguivamo su facebook e quindi quando Kelly ha passato il ponte dell’arcobaleno è stato naturale pensare a voi per trovare una sorella al nostro Berni. E così siamo venuti a conoscervi ed abbiamo trovato delle persone splendide: avete ascoltato la nostra storia, partecipato al nostro dolore e ci avere regalato una nuova felicità! La nostra richiesta era che fosse Berni a scegliere la sua nuova compagna e migliore scelta non poteva fare: Ruby è entrata nella nostra famiglia! E’ meravigliosa, dolcissima e sin da subito è entrata nei nostri cuori! Purtroppo questa felicità è durata solo pochi mesi perché anche Berni ci ha lasciato e una nuova ferita si è aperta. Non potevamo che tornare da voi per dare una nuova vita a un cagnolone in difficoltà ma purtroppo la prima adozione non è andata a buon fine. Ma anche in questa situazione non ci avete mai lasciato soli! Anzi, abbiamo avuto la fortuna di conoscere Elisa ed i suoi ragazzi di Compagni di Zampa che ci hanno seguito, supportato ed aiutato. E siamo arrivati ad un paio di mesi fa quando un nuovo fratellone per Ruby è arrivato nella nostra casa! Pol, il diffidente ‘cacciatore’ in pensione che pian piano si sta sciogliendo e ci riempie il cuore con i suoi sguardi dolcissimi ed i primi timidi approcci! Tra lui e Ruby è scoccata la scintilla e sono inseparabili! Anche questa volta ci avete donato una nuova felicità!”.

Titù

La seconda storia di oggi è quella che racconta Erica Mascherpa. Lei è una dipendente ANPANA, una di quelle assolutamente straordinarie, al pari di Anna e Lalla che lavorano lì. Ha, e sin dal primo giorno in cui è arrivata in canile, pensato in primo luogo al benessere degli amici a 4 zampe e il suo amore per i molossoidi l’ha portata a lavorare con loro con attenzione e in piena consapevolezza delle difficoltà che si possono incontrare sul percorso. Un giorno Erica ha incrociato lo sguardo di Titù, cane tra quelli definiti ‘inadottabili’. E’ stato amore, ma un amore da subito consapevole, come sempre dovrebbe essere. Ci ha lavorato, e ci sta lavorando parecchio con Titù, nella consapevolezza che il lavoro può servire ma che in questo caso il suo nuovo amico avrà sempre bisogno di attenzioni speciali. Non si è tirata indietro perché Erica è davvero, e senza alcun dubbio, una persona straordinaria, una persona speciale. “Anch’io voglio raccontarvi la mia esperienza, prima da volontaria, ora come operatrice di canile – spiega Erica – e vorrei lanciare un messaggio a tutti voi. Adottare significa aprire il cuore e un box, ma tra il cuore e il cancello dobbiamo metterci consapevolezza, impegno e dedizione. Ora vi racconto la mia avventura con Titú. Guardavo i suoi occhi e i suoi atteggiamenti e non riuscivo a capire perchè un cane così apparentemente buono fosse finito in canile dopo due adozioni/rinuncia da famiglie differenti. Ho deciso, dopo mesi di conoscenza, di far seguire a Titú un percorso con un addestratore di cani a lungo corso che ringrazio vivamente perchè mi ha fatto conoscere il vero Titú, cane non docile e con svariati problemi comportamentali, tra cui una paura folle dei temporali. Ho deciso di mettermi in gioco, passavo il sabato sul campo addestramento, per raggiungerlo macinavo parecchi chilometri. Stanchezza, freddo, pioggia, non ci fermava nessuno. La mia intenzione: aprire quel cancello con consapevolezza, dare nuovamente una possibilità ad un cane che probabilmente avrebbe passato altri anni in un box. Durante il percorso ho avuto parecchi dubbi, avevo paura di non essere in grado di gestire questa situazione. E quando alla sera, finita la lezione, riportavo il cane nel box, pensavo: riuscirò a darti una nuova possibilità? Aprirò definitivamente quel box? Scendeva una lacrima e non mi rimaneva altro che spegnere le luci del corridoio, sperare, continuare a lavorare. Lezione dopo lezione incominciavano a fiorire i miglioramenti e qualche soddisfazione personale. Ora abbiamo raggiunto un buon livello, abbiamo ancora tanto da imparare, però Titú rimarrà un cane non semplice da gestire, ne sono consapevole, ma ho scelto lui proprio perchè sarebbe stato difficile aprire quel box senza un percorso mirato. Vi comunico che Titino è un ottimo compagno solo se gestito in maniera corretta. Felice e soddisfatta della mia scelta, ora posso godermi le giornate con lui in piena sicurezza, coccole, passeggiate e trovarlo a casa ad attendermi scodinzolante è un buon toccasana dopo una lunga giornata di lavoro”.

Biondina

La terza storia di oggi è quella di Biondina. Anche in questo caso è una storia che parte da un dolore. “”La nostra Simba, un meticcio di 14 anni, era morta ad aprile e, per molti giorni, non siamo riusciti a renderci disponibili per un altro pelosetto, troppi dolori, troppi ricordi. Poi il 6 dicembre, cominciamo a sentirci incompleti, così contatto la mia amica Liliana: lei fa la volontaria a Calvatone, saprà consigliarmi. Le chiedo se ha una cucciolina da affidarci. Il 7 dicembre mi propone questa femmina di un anno, più grande, rispetto le nostre intenzioni, ma decido di andare a vederla. Così l’8 mattina, avviso mio figlio, che è fuori città, per avere anche il suo benestare. Poco dopo raggiungo il canile di Calvatone con mio marito e mia figlia Chiara. Lì incontriamo questa esplosione di affetto e gioia di nome Biondina e ce ne innamoriamo… Così portiamo a casa la nostra Aylen e da quel giorno, non possiamo più pensare di tornare a casa senza trovare la sua codona scodinzante ed i suoi baci. Grazie al Canile di Calvatone due occhi buoni sono tornati in casa nostra e l’amore per la nostra simba è diventato il filo conduttore per questo nuovo grande legame…”

Mary e Raul

Ultima storia di oggi è quella di Raul. Il suo amico a due zampe immagina che sia proprio il cane a raccontarla: “Ciao mi chiamo Raul! Sono stato ospite del Canile di Calvatone per tre lunghi anni, venivo da una situazione molto difficile e di punto in bianco mi ritrovai solo, confuso, arrabbiato con il mondo intero, in questo strano posto pieno di miei simili e di umani che non conoscevo, che però cercavano di avvicinarsi a me. Piano piano ho cominciato a fidarmi di loro e con il passare dei mesi mi sono sentito il cane fiero e sicuro di sé che sono sempre stato. Un giorno li sentii dire che ero pronto per avere di nuovo una casa… Non che qui stessi male anzi.. Ero amato e coccolato da tutti i volontari Anpana… Finche un giorno arrivò un ragazzo interessato. Mi misi subito nella mia versione più bella dato che sono un gran figo, con tanto di occhio azzuro! Beh, il resto è storia come si fa a resistere a tanta bellezza?? Da quattro anni ho di nuovo una casa dove mi sento di nuovo amato e coccolato! Grazie al mio amico umano Amilcare! Tutto bello finché un giorno ci recammo di nuovo in quello strano posto con tanti cani, dove il volontario Fabio mi presentó una cagnolina magra magra e triste, ma dolcissima di nome Mary… Io sfoggiai tutte le mie doti da latin lover ma niente da fare… Però potevamo essere amici! Infatti una settimana dopo me la ritrovai nel mio cortile… Nella mia casa… E quella cagnolina dolce e magra si trasformò in un vero terremoto che sconvolse il mio quieto vivere… lo ammetto, i primi tempi non furono facili… Era una gran rompiballe! Però con la pazienza mia e di Amilcare piano piano siamo riusciti a trovare un equilibrio e trovarci ognuno ha i propri spazi… Lei rimane ugualmente una rompi, ma ci vogliamo bene… Anche se per la poltrona non c’è niente da fare, è sua… Come fai a contraddirla?! Quella cagnolina ora è diventata una cagnolona! Però quando serve so farmi rispettare… Ora posso dire che siamo una vera famiglia e per tutto questo devo ringraziare i volontari dell’associazione Anpana, che con la loro pazienza ed il loro amore riescono a ridare una vita a anime sfortunate come il sottoscritto e Mary! Grazie grazie grazie da Raul!”

Restano ancora tanti i cani da adottare: per chi volesse trovare un nuovo amico ed innamorarsi ancora l’invito è quello di andare in canile, aperto tutti i giorni nel pomeriggio. Magari – anzi sicuramente – ce n’è uno che sta aspettando proprio voi.

N.C.

 

© Riproduzione riservata
Commenti