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Vento taglia fuori il Casalasco,
ma c'è una speranza con Aida:
il progetto sostenuto da FIAB

All’incontro erano presenti, per il comune, l’assessore al Turismo Marco Micolo e il consigliere di minoranza Anna Maria Piccinelli: tanti i dati snocciolati per spiegare perché la mobilità sostenibile sia vitale per il paese.

CASALMAGGIORE – Progetti legati alla mobilità sostenibile, al cicloturismo e naturalmente al rispetto dell’ambiente. Ma anche una brutta notizia per il Casalasco, dato che a quanto pare il progetto VenTo dovrebbe tagliare fuori proprio il territoriale comprensoriale. A confermarlo è stato, durante l’incontro organizzato da FIAB presso la sala convegni “Il Torrione” a Casalmaggiore, Piercarlo Bertolotti, rappresentante dell’associazione per Cremona. “Ogni Regione aveva il compito di indicare una zona “privilegiata”, che avrebbe ricevuto i finanziamenti e sulla quale si deve investire – ha detto Bertolotti – pur con i tempi lunghi che conosciamo. Il problema è che, mentre l’Emilia ha scelto di inserire in VenTo la sponda sinistra da Piacenza a Cremona, la Lombardia ha optato per lo stesso tratto dal lato opposto, nonostante le nostre perplessità”.

Così il Casalasco non ci sarebbe. Una brutta notizia che potrebbe in parte essere mendata da un altro progetto portato avanti da FIAB, ossia il Progetto AIDA, acronimo di Alta Italia Da Attraversare, che unisce con ciclabili il tratto dal Moncenisio a Trieste con il 65% di percorso previsto che, già oggi, sarebbe percorribile in bicicletta. AIDA, che ha nel comico Giovanni Storti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo il testimonial della campagna “Adotta un chilometro”, attraversa lungo i suoi 900 km almeno otto siti Unesco, ha vinto un bando con Cariplo e potrebbe essere una sorta di opera compensativa di VenTo, confluendo come altre ciclovie su questa dorsale.

All’incontro erano presenti, per il comune, l’assessore al Turismo Marco Micolo e il consigliere di minoranza Anna Maria Piccinelli: tanti i dati snocciolati per spiegare perché la mobilità sostenibile sia vitale per il paese. Il 5% dei bambini in Italia non fa alcuna attività fisica e l’utilizzo indiscriminato delle auto potrebbe essere ridotto con mezzi pubblici migliori, settore in cui entra in campo la classe politica, e iniziando a spostarsi a piedi o in biciclette su tragitti di breve portata.

Il nostro paese ha infatti la media più elevata di auto (62 ogni 100 abitanti, mentre la media europea è di 40 circa) con 3.500 morti per incidenti ogni anno e, con l’ovvio collegamento a temi ambientali, 90mila morti per inquinamento. Qualche segnale sta arrivando: se ad Amsterdam e Copenaghen il 51% della popolazione usa la bicicletta anche con la neve, a Milano – dopo l’arrivo del sindaco Sala e l’istituzione dell’area C – la media di auto ogni cento abitanti è scesa da 57.5 al 51.5. Una goccia nell’oceano, forse, ma è già qualcosa.

G.G.

 

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