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Coronavirus, primi due tamponi
positivi nel Casalasco a una
settimana dall'inizio dell'emergenza

Va sottolineato come la situazione fosse attesa e come il focolaio resti concentrato nella zona lodigiana di Codogno, ceppo primario del virus in Italia. Giusto, insomma, non diffondere il panico, limitandosi a registrare i primi due casi anche nel comprensorio Oglio Po, tenuti sotto controllo.

Il Coronavirus è ufficialmente arrivato anche nel Casalasco, a sette giorni dall’inizio del contagio nella cintura rossa lodigiana tra Codogno e Casalpusterlengo: una notizia che per la verità era attesa, anche se la speranza era di poterla scongiurare, ma che invece è stata certificata da un paio di tamponi positivi al test. Si tratta di due donne, la cui età non viene precisata, che sono residenti una a Martignana di Po e una a Casalmaggiore: uno sviluppo pressoché inevitabile, tenendo conto della diffusione del virus in sé e ovviamente dell’alto numero di tamponi che, giunti pure all’ospedale Oglio Po martedì, hanno iniziato ad essere eseguiti su diversi pazienti. Il caso positivo di Casalmaggiore da quanto è noto, è appunto una donna ricoverata al Maggiore di Cremona, che già cura da giorni queste situazioni. La donna, dunque, non sarebbe passata dal nosocomio di Vicomoscano (a quanto è dato sapere, nemmeno per il tampone specifico) ed è “semplicemente” residente a Casalmaggiore.

Va sottolineato come la situazione fosse attesa e come il focolaio resti concentrato nella zona lodigiana di Codogno, ceppo primario del virus in Italia. Giusto, insomma, non diffondere il panico, limitandosi a registrare i primi due casi anche nel comprensorio Oglio Po, tenuti sotto controllo. Intanto a Mantova si registra un caso positivo all’ospedale, ma va detto che in questo senso si tratta di un uomo di Manerbio trasferito al “Poma” nella città virgiliana per sovraffollamento del nosocomio bresciano.

G.G.

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