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Gianni Fava,
propaganda politica
di basso profilo

Lettera scritta da Mario Palazzo (anestesista, rianimatore, molisano)

Gentile direttore,

sono Mario Palazzo, medico chirurgo, attualmente anestesista rianimatore presso l’ospedale di Desenzano. Molisano, felicemente sposato con una casalasca. Colgo l’opportunità che questa redazione concede ai propri lettori, tra un giorno di riposo dopo una settimana intensa di lavoro e un richiamo dalle ferie programmate, per registrare le dichiarazioni dell’ex assessore Gianni Fava in merito al suo articolo del 26 febbraio e esprimere qualche mia considerazione al riguardo. Le sue affermazioni vengono fatte rientrare nel pensiero forte, io le faccio rientrare nel pensiero antico. All’inizio, credevo si trattasse di una “fake news”, ma poi, con stupore e disappunto, ho potuto constatare che certi pensieri e un linguaggio ormai e per fortuna anacronistici appartengono ancora a uno stile politico datato, ma io preferisco derubricare certi concetti a mera propaganda politica di basso profilo a cui dare scarsa attenzione. In questo articolo Fava definisce idiota l’attuale presidente della regione Molise, peraltro di centrodestra, responsabile semplicemente di aver applicato un’ordinanza del Ministero della Salute, estendendo le medesime restrizioni a persone provenienti dalla “zona rossa” della Lombardia e del Veneto. Pertanto, con tale disposizione, le persone provenienti da aree sottoposte a cordone sanitario e che giungono in Molise per motivi di lavoro, di studio o per visita a familiari, sono tenuti a comunicare la loro presenza sul territorio all’Autorità sanitaria locale. Ben altra cosa è affermare, come fa Fava con il suo linguaggio grottesco e intriso di odio di altri tempi, che i Lombardi e i Veneti non possono varcare le soglie “della mitica e ridente località subsahariana” e che “il coronavirus è servito a dar voce ad un popolo di imbecilli o a orde di straccioni altolocati”. Io stesso, le comunico signor Fava, pur non lavorando e non vivendo nella zona interessata dall’epidemia, venendo a contatto con pazienti affetti dal virus, se ritornassi in questo momento dai miei genitori sarei tenuto a denunciare la mia presenza sul territorio molisano. Se poi l’estensione dell’applicazione di una ordinanza del Ministero lei la giudica irrispettosa nei confronti dei Lombardi e Veneti che “hanno accolto per decenni molisani in cerca di un lavoro decoroso e di una vita migliore” le do ragione! Sicuramente si riferisce ai medici e infermieri molisani e, in genere agli operatori sanitari meridionali (anch’essi subsahariani), che soprattutto in questo momento critico stanno contribuendo a curare e prendersi cura dei veneti e lombardi nei vari ospedali. Si informi meglio, ma deve sapere che la maggior parte dei molisani si sposta per lavoro su Roma oppure è emigrata e continua a emigrare in Canada, rivestendo ruoli sociali anche di prestigio. E se poi lei prendendo spunto dal cartello “non si affittano case ai settentrionali” recupera il discorso retorico della secessione, che io pensavo fosse ormai sepolto, a maggior ragione ignora lo spirito goliardico dei molisani che, mi creda, nel proprio DNA, non conoscono i termini di odio e invidia verso il nord e lo spirito di rivalsa. La invito a venire in Molise, naturalmente come mio ospite, non sarà come fare una vacanza in California, ma le assicuro che non rimarrà deluso dell’accoglienza dei molisani, delle specialità enogastronomiche, dei paesaggi incontaminati, dei reperti archeologici e delle feste tradizionali; d’altronde il New York Times l’ha collocato tra le “52 Places to go” del 2020. Se fosse venuto qualche anno fa avrebbe potuto ammirare l’efficienza del più importante polo tessile dell’Italia subsahariana, purtroppo costretto a chiudere lasciando senza futuro un migliaio di famiglie a causa della delocalizzazione dei più importanti marchi della moda italiana e che nemmeno imprenditori lombardi, pur con l’aiuto di fondi regionali, sono riusciti a rilanciare. Spero almeno che la LEGA locale prenda le distanze da lei e dalle sue affermazioni: con la potenza dei social basta davvero poco far diventare virale il suo messaggio e non credo sia una buona pubblicità per la LEGA nell’Italia che lei definisce subsahariana. Così come auspico che il Rotary di Casalmaggiore Viadana Sabbioneta si pronunci in merito in virtù dei valori che promuove con de proprie iniziative a cui ho avuto l’onore di partecipare.

Cordialmente, Mario Palazzo, fiero imbecille molisano.

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