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Guarito dal Covid19 e
dimesso da Oglio Po.
"Grazie a chi mi ha curato"

Speriamo che la scienza riesca in poco tempo a trovare un rimedio a questo nemico invisibile. Io ne sono convinto anche perché in Italia, come a Casalmaggiore abbiamo dei medici di grande valore e capacità

VICOMOSCANO – Tra le tante notizie negative che affliggono queste giornate di paure e timori qualcosa di positivo va segnalato. Anche per infondere coraggio e speranza alla collettività. A comunicarlo direttamente al nostro giornale il commerciante di prodotti agricoli che aveva pubblicamente rivelato di essere rimasto contagiato dal coronavirus. “Sono tornato a casa! Ieri sera sono stato dimesso dall’Ospedale Oglio Po perfettamente guarito. I medici mi hanno anche detto che adesso ho acquisito una forte immunità perché l’organismo ha creato degli anticorpi in grado di difendermi bene. Certamente ho passato una situazione che non auguro a nessuno. Adesso farò altri controlli e per un mese non potrò mettere piede nemmeno sul cancello d’ingresso di casa mia altrimenti c’è la denuncia da parte dei carabinieri”.

Il 66enne, vivendo da solo, dovrà cercare di farsi portare il cibo a casa da quei negozi che effettuano la consegna a domicilio. Anche se potrà contare sul figlio che vive a pochi chilometri da casa sua ma che non vuole mettere a rischio. “Mi sto preparando un buon pasto con carne da brodo anche se sogno di rivedere quel ristorante sul lungomare di La Spezia dove mi recavo alla domenica con la mia ex fidanzata. Sono sicuro che torneranno quelle belle abitudini, come i viaggi, le movide a Parma, i balli latino americani e le cene con gli amici”.

F.B. come aveva già fatto durante la degenza, non può fare a meno di ringraziare il personale medico e infermieristico da cui ha ricevuto assistenza. “Ne cito uno per ricordare tutti gli altri, il dottore Amato di Vicobellignano. Ottime persone di grande professionalità, cuore e umanità che, a rischio della propria salute, si sono presi a cuore la nostra. Medici, infermieri, personale ausiliario. Gente che non guardava ne orari ne turni, alcuni di loro rientrati dalle ferie o dalle pensioni per dare una mano”.

Il commerciante va poi con il pensiero ai momenti d’angoscia passati in reparto. “In quei giorni ne ho contate 11 di persone decedute. Passavano davanti alla mia stanza distesi su una fredda barella d’acciaio, coperti da un lenzuolo diretti verso le camere mortuarie. Stessa sorte capitata al mio vicino di letto, spentosi dopo una notte di atroce e indescrivibile agonia. Speriamo che la scienza riesca in poco tempo a trovare un rimedio a questo nemico invisibile. Io ne sono convinto anche perché in Italia, come a Casalmaggiore abbiamo dei medici di grande valore e capacità”.

redazione@oglioponews.it

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