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Si è spento un
soldato. Casalmaggiore
saluta Angelo Martani

CASALMAGGIORE – Si è spento un soldato. Angelo Martani, classe 1946, un uomo buono e giusto, sempre pronto ad aiutare il prossimo e sempre pronto a sorridere alla gente e alla vita. Era malato da un po’ ed aveva diradato le sue uscite. Ma resisteva, come il più ardito dei bersaglieri, in quello spirito militare che aveva sempre amato e lo aveva da sempre contaddistinto.

Spirito solidale con gli altri, volontario per vocazione, aveva fatto il corriere di mestiere assieme all’amata moglie Oriana, dalla quale era inseparabile. Angelo era una colonna della Croce Rossa di Casalmaggiore dopo esserlo stato della Protezione Civile, e portava con orgoglio la divisa rossa di questa associazione così come qualunque altra divisa, e al contempo, indossava il cappello con la piuma tipico dei bersaglieri. La piuma al vento che, come i riccioli canuti, si stagliava sempre presente sullo sfondo delle celebrazioni storiche e delle ricorrenze legate alla nostra bella Italia.

E’ stato il cerimoniere di tante manifestazioni legate ai corpi d’armata, cerimonie commemorative come altri momenti più grevi. Non è mai mancato quando un altro soldato come lui se n’è andato per altri cieli. E’ scomparso Angelo, poco più di un anno dopo l’amico Antonio Baroni con il quale condivideva l’infinita passione per l’esercito. L’uno, Angelo, paladino dei corpi di terra e l’altro, Antonio, di quelli di cielo.

Anima sempre attiva e pulsante di iniziative, aveva fondato qualche anno fa il gruppo Armi e bandiere. Era il suo modo di insegnare ai giovani la passione per la storia del nostro Risorgimento e oltre (le divise erano riproduzione perfette degli uomini d’arme del 1869, ma non si limitavano a quel periodo storico), oltre che un antidoto agli anni che passavano anche per lui. Angelo Martani potevi trovarlo su una panchina della piazza, oppure in una delle vie limitrofe. Ai tavolini davanti alla gelateria sul listone, il suo listone.

“Ho un articolo da farti fare, so che ti rompo le scatole ma ho bisogno di una mano. Poi ti mando anche le foto”. Spesso iniziavano così le conversazioni. Quell’articolo era sempre per gli altri: per la sua associazione, ma mai una volta che chiedesse espressamente di inserire il suo nome, nonostante fosse presidente. Spesso anzi chiedeva che al posto della sua foto vi fose quella dei suoi ragazzi.

Oltre alla moglie Oriele Angelo lascia il figlio Milo pianista di infinita classe e bravura, che stupì il teatro comunale con un concerto memorabile durante il periodo di Natale. Un concerto popolare, dalle parti di Giuseppe Verdi e dintorni. Angelo e la moglie Oriana vendevano i biglietti, in prima persona, lo facevano con orgoglio, specie quando quei biglietti finivano presto.

Si impegnò anche in politica, alla sua maniera, che poi era la maniera del “parlare al popolo, senza paroloni”. Angelo Martani non era uno statista, non voleva esserlo, ma aveva voglia di fare e di darsi da fare. A noi giornalisti spesso consegnava fogli di carta che erano depliant o piccoli manifesti degli eventi che si lì a poco avrebbe celebrato. Non parlava il linguaggio del virtuale, del doc o dei files, per quello c’erano sempre i suoi ragazzi, o la moglie.

Era persona sincera e reale, concreta come la penna su carta, alla vecchia maniera. Ci veniva a trovare, quando non ci incontrava per strada, narrandoci delle imprese del suo corpo d’armata e non lesinando mai battute e sorrisi.

È morto all’ospedale Poma di Mantova, come tanti in questi giorni maledetti di questi tempi malandati. Forse di Coronavirus, forse di altro, non importa ora saperlo. Quello che sappiamo è che stavolta ci ha “rotto le balle”, come diceva lui, per l’unico articolo al quale volentieri avremmo opposto rifiuto. Mancherà Angelo, grazie al quale tanti canti di Bersaglieri abbiamo apprezzato e imparato. Mancherà il suo, quasi sorpreso, “ehi, non si saluta” quella volta che non lo scorgemmo a causa della distrazione che ogni tanto porta via la mente. Di fronte a questo saluto, non c’è distrazione che tenga. Stavolta non si può fare finta di nulla. Ciao Angelo, anima sorprendente, che ogni piuma al vento nella tua Casalmaggiore ti rende il giusto omaggio…

Giovanni Gardani & Nazzareno Condina

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