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Ospedale Oglio Po, ecco i 12 lettini
per la Sub Intensiva. Toscani: "Ora chiediamo
aiuto per le maschere Decathlon, e non solo"

E’ un primo passo, al quale si unisce anche l’arrivo, sempre a Vicomoscano, di alcuni termometri a infrarossi, che consentono di misurare la temperatura corporea a distanza, dunque senza alcun contatto (una misura di sicurezza in più) e alcuni saturimetri, utili per misurare l’ossigenazione dei polmoni.

VICOMOSCANO (CASALMAGGIORE) – E’ una corsa contro il tempo anche per l’ospedale Oglio Po. E per dotare il nosocomio di Vicomoscano di strutture e attrezzature indispensabili nell’emergenza Coronavirus. I numeri sono in lieve calo, dunque si respira, ma non si molla di un centimetro. Giusto mercoledì sono arrivati i 12 lettini per il reparto della terapia Sub-Intensiva, ricavato nella Pediatria, acquistati dal Rotary Casalmaggiore Viadana Sabbioneta, dalla ditta Invernizzi e dagli Amici dell’Ospedale Oglio Po. E’ un primo passo, al quale si unisce anche l’arrivo, sempre a Vicomoscano, di alcuni termometri a infrarossi, che consentono di misurare la temperatura corporea a distanza, dunque senza alcun contatto (una misura di sicurezza in più) e alcuni saturimetri, utili per misurare l’ossigenazione dei polmoni.

“Ora si lavora su un altro fronte – spiega Claudio Toscani, presidente degli Amici dell’Ospedale Oglio Po – sapendo che sarà un po’ più complesso. E non per la mancanza di fondi, perché le donazioni sono generose, ma perché è difficile trovare alcuni strumenti: stiamo aspettando cinque respiratori per la Terapia Intensiva, mentre nel reparto di Medicina ci sono stati richiesti otto monitor per tenere sotto controllo i parametri vitali dei pazienti, che sono in una fase meno grave di quella sub-acuta, ma vanno comunque monitorati. Inoltre, dopo gli ultimi sviluppi legati all’utilizzo delle maschere da sub Decathlon ci stiamo muovendo per arrivare ad acquistarne parecchie, perché per i pazienti meno gravi rappresentano una soluzione più che valida. Chiunque possa aiutare con i rifornimenti, è chiaramente bene accetto. Lo stiamo facendo per il nostro ospedale e per la gente che lì dentro sta lottando”.

Giovanni Gardani

 

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