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Bozzolo, Fabio Negri:
"Situazione difficile e le nuove
normative non aiutano"

Fabio Negri racconta di quanto siano preoccupati gli imprenditori anche perchè i loro dipendenti chiedono con insistenza la cassa integrazione senza sapere se sia attuabile dovendo attendere prima la relativa circolare dell'Inps

BOZZOLO – L’emergenza sanitaria che ha investito il nostro Paese ed in particolare la Lombardia sta portando – com’è noto – conseguenze economiche pesantissime. A Bozzolo il Centro Servizi Negri, pur avendo gli uffici chiusi per le disposizioni governative, segue giorno e notte l’evolversi della situazione anche per rispondere alle continue richieste dell’utenza.

Avendo a che fare con più di trecento partite Iva e una settantina di pubblici esercizi nella zona casalasco mantovana rappresenta sicuramente un interlocutore affidabile per capire cosa sta accadendo alle imprese del territorio. Fabio Negri, che tra l’altro è presidente provinciale dell’Ancot (Associazione nazionale Consulenti e Tributaristi) gestisce un ufficio a Bozzolo assieme al padre Tiziano avvalendosi della collaborazione di una ventina di impiegate.

“In questi giorni più che consulente fiscale mi sto trasformandomi in psicologo per non dire assistente sociale. Ad ogni telefonata mi sento chiedere da clienti al limite della depressione ‘quando finirà e come andrà a finire?’. Certo il momento non è buono anche perché a complicare le cose ci sono leggi, decreti ed emendamenti farraginosi. Una vera babele di documenti con i quali potrei tappezzare una intera parete del mio ufficio (l’ultimo decreto ad esempio contiene 123 mila parole ossia tredici volte quelle usate per scrivere la Costituzione n.d.a.). Basti pensare ad esempio ai moduli per l’autocertificazione degli spostamenti personali arrivati alla quarta edizione”.

Fabio Negri racconta di quanto siano preoccupati gli imprenditori anche perchè i loro dipendenti chiedono con insistenza la cassa integrazione senza sapere se sia attuabile dovendo attendere prima la relativa circolare dell’Inps.

“I professionisti che applicano la ritenuta d’acconto con volume d’affari non superiore ai 400 mila euro, possono informare i propri clienti circa la possibilità di percepirla direttamente per i i mesi di marzo e aprile. Il problema è che non riescono in certi casi nemmeno a incassare il corrispettivo delle fatture per mancanza di liquidità. Altra imperfezione è quella del credito d’imposta del 60% sul canone degli affitti. Un’agevolazione che riguarda botteghe e negozi in C1 ma non tutti rientrano in quella categoria catastale, tralasciando poi il fatto che l’affitto molti non lo stanno più nemmeno percependo. E’ bene non farsi illusione nemmeno sulla questione dei mutui sospesi perché le rate arriveranno di nuovo con successive scadenze senza dare la possibilità alle aziende di recuperare gli incassi perduti durante la chiusura”.

Nel frattempo è giunto il decreto del 28 marzo che prevede la somma di 4.3 miliardi ai Comuni (anticipando risorse dal fondo di solidarietà degli stessi Comuni) con l’aggiunta di 400 milioni per dare ai cittadini più bisognosi la possibilità di approvvigionamento. Quanto spetterà a ciascun cittadino è un altro rebus di cui si dovranno fare carico i Sindaci del territorio.

“Restiamo In attesa del preannunciato nuovo decreto legge di Aprile che dovrebbe consentire ai Comuni di rinviare il pagamento dei Tributi locali (Imu,Tari) sino al 30 novembre. Ma anche in questo caso nulla di certo poiché dovranno essere le singole Giunte a decidere e a procastinare” conclude il tributarista Negri.

Ros Pis

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