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Croce Verde, l'appello: "Si può
essere eroi anche stando a casa".
Lanciato il contest per i bambini

“Il servizio civile nazionale - precisa Morandi - ha dato la possibilità ai ragazzi di sospendere il servizio fino a fine emergenza o se decidere di loro volontà di proseguire: la maggior parte con gran senso di responsabilità ha deciso di andare avanti per continuare a fare turni e servizi".

VIADANA – Nel secondo comune più colpito della provincia di Mantova, alle spalle solo del capoluogo, continua l’azione incessante della Croce Verde Viadana. “Dopo pochi giorni dall’inizio dell’emergenza siamo riusciti a attivare una seconda ambulanza d’emergenza (ancora attiva) dedicata al nostro territorio ma non solo: infatti è stata mandata per alcuni giorni con i nostri ragazzi in zona rossa a Bergamo, a inizio marzo, in aiuto alle realtà sanitarie d’emergenza locali”.

E questa è soltanto una delle azioni messe in campo dall’associazione viadanese, come spiega Massimo Morandi. “Abbiamo dato in comodato d’uso gratuito all’ospedale Oglio Po due ventilatori polmonari che avevamo in associazione e tutti i giorni abbiamo oltre 15 persone in turno tra emergenza, centralino, macchina aggiuntiva d’emergenza, ritiro e consegna al centro trasfusionale del sangue raccolto da Avis, altri mezzi per la gestione dei dializzati, trasporto e trasferimento nei vari ospedali della regione di pazienti positivi che vengono spostati in base alla disponibilità dei letti. Il nostro gruppo giovani si sta impegnando in diverse attività per aiutare la cittadinanza in questo periodo in cui sono costretti in casa”.

“Il servizio civile nazionale – precisa Morandi – ha dato la possibilità ai ragazzi di sospendere il servizio fino a fine emergenza o se decidere di loro volontà di proseguire: la maggior parte con gran senso di responsabilità ha deciso di andare avanti per continuare a fare turni e servizi. Tutti i volontari e dipendenti, nonostante siano stremati dalle 13-15 uscite in emergenza nelle 24 ore, tengono duro. Oltre la stanchezza fisica e psicologica, c’è anche la tristezza della perdita di amici, parenti e anche ex volontari come accaduto recentemente, una giovane ragazza di soli 46 anni e uno storico volontario dell’Associazione. Grazie al sostegno di privati, associazioni e aziende che ci hanno donato dispositivi di protezione, donazioni e anche beni alimentari, abbiamo la forza di andare avanti perché sentiamo il bene della gente: questa è la nostra benzina dell’anima. Ringraziamo davvero tutti e lo faremo singolarmente quando sarà finita l’emergenza, senza dimenticarci di nessuno”.

“Speriamo che questo sostegno continui – spiega Morandi – perché i costi sono davvero cresciuti in modo esponenziale sia come spese di materiali, attrezzature, carburante e manutenzione di mezzi (siamo passati da circa 2000 km al mese a oltre 5000 km conteggiandoli soltanto nell’ambulanza d’emergenza). Ci siamo anche informati per un’ambulanza usata per dare maggior copertura sul territorio, ma adesso purtroppo è una spesa insostenibile e speriamo che i mezzi che abbiamo non ci mollino. Abbiamo fatto una iniziativa con i bimbi che ci stanno inviando disegni su come vedono questo periodo: ne stanno arrivando molti alla mail eventicroceverdeviadana@gmail.com o su Whatsapp al numero 3403323342. Al termine dell’emergenza li esporremo e chiameremo tutti i bimbi in sede a vederli. In questo periodo tutti dicono a medici, infermieri, tutto il personale sanitario e a noi volontari e dipendenti che siamo eroi: facciamo solo la nostra parte in questo momento di emergenza e non solo adesso. Penso che tutte le persone che stanno chiuse in casa, rispettano le regole e non permettono il diffondersi del virus, danno un grossissimo aiuto. Sono degli eroi anche loro e devono continuare ad aiutarci per poter aiutare”.

Morandi infine precisa: “Per fugare dubbi sul fatto che noi siamo controllati sempre, nonostante l’attività che facciamo, seguiamo la direttiva secondo la quale a tutti quelli che arrivano in sede, perché possano iniziare il turno, viene provata la temperatura per tutelare noi e chi andiamo a soccorrere, oltre naturalmente a indossare tutti i presidi di protezione individuale. Ricordiamo anche ai giovani che non sono immuni dal virus e che, anche se per loro è difficile stare in casa, bisogna assolutamente farlo, tutti potenzialmente potremmo essere positivi e asintomatici e potemmo contagiare persone più deboli con un esito drammatico. Quindi state in casa e basta: più rispettiamo questa restrizione, prima ne usciamo”.

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