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In sole 3 settimane di marzo
700 morti in provincia (erano 182
l'anno scorso): aumento del 284%

Un incremento spaventoso che indica l’effetto del virus sul numero dei deceduti. Il bilancio peggiore tra le province lombarde è quello di Bergamo che passa dai 201 morti dei primi ventuno giorni di marzo 2019 ai 1243 di quest’anno con un aumento dei decessi del 518,40%.

Secondo le tristi statistiche giornaliere che la Regione Lombardia pubblica sull’andamento del virus, i morti in provincia di Cremona con i 29 di ieri, sono saliti a 605. Un numero enorme che ha portato lutti e disperazione in molte case ma che rischia di essere molto sottostimato. Secondo le notizie che provengono dalle case di riposo della nostra provincia l’incremento dei decessi  dall’inizio della malattia sarebbe stato dell’ordine del 25-30%, tutti anziani i cui sintomi sono di certo riconducibili al coronavirus. Secondo un calcolo che un operatore sanitario di una casa di riposo faceva ieri sera sulla base della propria esperienza in una struttura di ricovero, alla cifra della Regione bisogna forse aggiungere almeno altre 200-250 persone.

D’altra parte proprio l’Istat ha diffuso ieri i dati dei deceduti nei primi 21 giorni di marzo nelle province lombarde confrontandoli con quelli del marzo dell’anno precedente. Ebbene in tre settimane in provincia di Cremona i morti sono stati 700 rispetto ai 182 dello scorso anno con un incremento del 284,61%. Un incremento spaventoso che indica l’effetto del virus sul numero dei deceduti. Il bilancio peggiore tra le province lombarde è quello di Bergamo che passa dai 201 morti dei primi ventuno giorni di marzo 2019 ai 1243 di quest’anno con un aumento dei decessi del 518,40%. Pesantissimo anche il quadro nella Provincia di Brescia (1345 contro i 466 decessi di un anno fa e un incremento del 188,63 per cento), nella provincia di Lodi – la prima colpita dal virus –  sono scomparse 416 persone contro le 120 di un anno prima, il 246,67 per cento in più.

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