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L'esempio virtuoso: alla RSA Sabbadini
di Villastrada zero casi positivi. "All'inizio
decisioni impopolari, adesso tutti capiscono"

"Le spese - spiega il presidente Andrea Malacarne - sono state importanti e per questo abbiamo aperto un sito internet e una pagina Facebook per chiedere aiuto e per una piccola raccolta fondi, che servirà soprattutto per i giorni a venire (qui tutte le informazioni: https://www.facebook.com/fondazionesabbadini/)”.

VILLASTRADA (DOSOLO) – Chiariamolo subito: la componente della fortuna, in certi casi, è indispensabile. E da Villastrada, presso la RSA Sabbadini, non fanno fatica ad ammetterlo. Tuttavia a volte la fortuna va cercata. E allora sì, si può anche trovare. L’esempio della casa di riposo della frazione di Dosolo è decisamente virtuoso: zero casi di contagi, ad oggi, sperando che il trend prosegua, sia tra il personale (una trentina di unità in tutto) sia tra gli ospiti (venticinque).

“Abbiamo preso decisioni impopolari – spiega Andrea Malacarne, presidente della Fondazione Sabbadini – ma stanno dando frutti. Abbiamo chiuso subito, già il 25 febbraio (più o meno quando hanno chiuso le RSA della provincia di Cremona, mentre in provincia di Mantova – dove il virus è arrivato qualche giorno dopo – diverse RSA hanno aspettato, in attesa di disposizioni dall’alto, ndr). Non solo abbiamo vietato le visite, ma soprattutto abbiamo chiuso il Centro Diurno (che altrove è rimasto aperto, ndr), attrezzandoci con il cellulare per la videochiamata. Lo hanno fatto tutte le RSA, o quasi, ma abbiamo deciso di partire un po’ prima, anche se molti sostenevano che eravamo esagerati. Per fortuna ha capito il personale sanitario, che ha da subito collaborato, e un grande aiuto è arrivato dal direttore sanitario Corrado Terzi. Abbiamo inoltre aperto un tavolo con i sindacati, aggiornato costantemente. Siamo soddisfatti dei risultati, sperando ovviamente proseguano, perché il difficile viene ora”.

Chiusura del Centro Diurno, dunque, visite vietate, ingressi ed uscite consentite solo al personale. “Ciascun OSS ha mascherina e guanti. Avevamo una buona dotazione di FFP2 in casa, poi abbiamo iniziato a usare le mascherine chirurgiche quando le prime sono finite. Siamo coperti, insomma. Le spese sono state importanti e per questo abbiamo aperto un sito internet e una pagina Facebook per chiedere aiuto e per una piccola raccolta fondi, che servirà soprattutto per i giorni a venire (qui tutte le informazioni: https://www.facebook.com/fondazionesabbadini/)”.

Quando un operatore arriva alla casa di riposo, cosa deve fare? “Gli viene provata la febbre e compila il questionario classico, somministrato a tutti. Non solo: una volta una delle OSS aveva tosse forte, così per precauzione l’abbiamo sospesa. Per fortuna non era nulla di grave, ma preferiamo essere molto rigidi, per evitare il più possibile il rischio di far entrare il virus nelle stanze della casa di riposo. Un paio di OSS, a inizio marzo, avevano qualche linea di febbre: abbiamo sospeso pure loro in attesa di accertamenti. Si è scoperto che era una banale influenza. Per fortuna, al momento, sta andando tutto bene”.

Tanto che alla Sabbadini presto si organizzerà anche la tombola di Pasqua. “I nostri ospiti stanno bene, sono un po’ straniti: da un lato il fatto di non vedere i parenti, dall’altro il fatto di essere circondati da operatori sanitari con mascherina e guanti. E’ un orizzonte nuovo, pure per loro. Così abbiamo pensato, per Pasqua, di organizzare una bella tombolata, per dare modo a loro di trovare ancora più serenità. Staranno a distanza, chiaramente, ma riusciremo a regalare un pomeriggio normale. E vorremmo filmare tutto, per spedire poi il video ai vari parenti”. Fortuna certo, ma un po’ di merito lo vogliamo riconoscere?

Giovanni Gardani

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