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Rsa del cremonese, levata
di scudi sull’ipotesi di trasferire
FPdagli ospedali positivi al Covid-19

Ormai sono giorni che è scattato l’allarme per l’ingresso del Covid-19 nelle case di riposo, con l’angoscia che attanaglia rispetto agli anziani ospiti, i più esposti e fragili, e al personale lasciato più spesso senza difese. L’idea di Regione Lombardia di trasferire in queste strutture persone positive al virus, o che stanno guarendo, per liberare gli ospedali non è piaciuta ai sindacati cremonesi, nel cui territorio ci sono 30 residenze sanitarie assistenziali. “La situazione è drammatica. Nelle Rsa del nostro territorio ci sono già purtroppo decine di persone anziane decedute, la media è del 20-30%. Per fare un esempio: una piccola casa di riposo aveva 71 anziani ne sono già morti 20 – racconta Sabrina Negri, segretaria generale della Fp Cgil Cremona -. L’ipotesi di Regione non va bene per il rischio grave che rappresenta. Va piuttosto al più presto previsto l’uso di altre strutture, da quelle dismesse a quelle ricettive-alberghiere, naturalmente adattandole per l’emergenza sanitaria”.

Per quanto riguarda il personale? “Operatrici e operatori si ammalano, i dispositivi di protezione individuale quando ci sono o non bastano o non sono all’altezza della situazione. La fatica aumenta, insieme alle paure e allo stress”. Negri, come già le categorie della funzione pubblica a livello regionale, chiede vengano fatti a tutti, lavoratori e ospiti, i tamponi. “È una forma di monitoraggio e di tutela indispensabile” sottolinea la sindacalista, guardando anche a prossimi problemi: “Oltre alla tutela della vita, si sta profilando la tutela dei posti di lavoro: al dramma altro dramma – sostiene -. Certo è che quando questo flagello sarà stato combattuto bisognerà combattere per la centralità del welfare, a partire dalla sanità e socio sanitario, come sistema su cui investire e non invece da tagliare, come fatto per tanti anni”.

FPCGIL Lombardia – PubblicAzione

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